“Fiammiferi” è il singolo d’esordio di Galeone: venticinque anni, da Roma, una formazione teatrale alle spalle e studi al DAMS ancora in corso. Un cantautore in purezza, dalla scrittura “molecolare”, che ha il potere di riuscire a trasformare dettagli minimi in immagini limpide e acute. Leggerezza e disordine che viaggiano di pari passo in un brano che trova “uno speciale passaporto” nella produzione di Riccardo Sinigallia. “Fiammiferi” è il racconto di due persone goffe, che si cercano dentro piccoli disastri quotidiani. Un film domestico di due personaggi che si inseguono: in realtà una rincorre e l’altra si lascia rincorrere per poi decidere di scappare via.

L’idea del brano ha viaggiato e si è costruita alla velocità della luce fino ad incontrare la sensibilità di Sinigallia, che l’ha smontata e rimessa a posto su nuovi binari verso altrettante destinazioni. La scelta è stata quella di non normalizzare il materiale, ma di lasciare che gli elementi convivano in un equilibrio aperto, mantenendo anche tracce della demo registrata in casa, come la voce e il piano elettronico. In questo assetto si inseriscono la batteria di Cesare Petulicchio e il contributo al pianoforte di Lucio Matricardi, che lavorano dentro questo “caos giusto” senza irrigidirlo.

“Fiammiferi” è un esordio, un gesto ancora aperto, che trova in questa sua essenzialità intima e giocosa una forma riconoscibile. Galeone ha bruciato il sipario, si avvicina, arriva.