“Buono il soggetto, ma lo sfondo macabro”: l’immagine che resta impressa alla fine di “Kick Off”, il primo singolo di R£D, il punto da cui tutto può iniziare. Un debutto che non prova a chiarire, né a semplificare, ma che sceglie di entrare subito in una zona scomoda, quella in cui le circostanze in cui si cresce non sono mai neutre, ma plasmano, deviano, a volte costringono a diventare qualcosa che non era previsto.
“Kick Off” si muove come una resa dei conti interiore. Un brano dove il tempo sembra dilatarsi e ogni scelta si riduce a poche, ripetute alternative. La sensazione è quella di restare bloccati in un loop emotivo, in cui l’unico spiraglio possibile è proprio la musica, non come fuga, ma come unico spazio in cui trasformare ciò che pesa in qualcosa che può essere detto, e, almeno in parte, superato.
«Volevo iniziare con qualcosa di crudo e reale, “Kick Off” nasce da mancanze», racconta R£D.
Il pezzo, prodotto da Shadyboy, si inserisce in un’estetica trap scura ed essenziale, costruita su una produzione che lascia piena centralità alla voce. È proprio in questo spazio che il contenuto acquista ancora più forza: R£D prende parola da un punto di frattura. Dentro “Kick Off” convivono vulnerabilità e rifiuto, bisogno di essere ascoltata e incapacità di fidarsi, impulso autodistruttivo e istinto di sopravvivenza.
Un debutto doppio, discografico e live. Il 22 maggio R£D salirà infatti per la prima volta sul palco del MI AMI Festival di Milano e porterà dal vivo “Kick Off”. Un primo capitolo che mette subito a fuoco una voce riconoscibile, capace di stare dentro il disagio senza compiacerlo né semplificarlo.





