“NE-YA” è la nuova traccia di John Bringwolves, alias del producer e polistrumentista torinese Giovanni Portaluppi. Il brano è estratto da “CRASH”, nuovo album in uscita il prossimo 20 novembre che, muovendosi tra bass music, glitch e sfumature ambient, esplora la rottura come momento di perdita del controllo, ma anche come possibilità di arrestarsi, osservare ciò che cambia e trovare un nuovo equilibrio.
“NE-YA” nasce da una registrazione vocale catturata in un momento di smarrimento e stanchezza. Da quel frammento prende forma una cantilena sussurrata, nella quale le due sillabe che danno il titolo al brano si ripetono come un mantra di conforto. La voce dello stesso artista viene rielaborata, frammentata e assorbita nella trama sonora, fino a perdere la propria funzione narrativa per diventare ritmo e materia. Pulsazioni spezzate e irregolari attraversano il brano, incontrando interferenze digitali e dilatandosi in passaggi più rarefatti. Ne emerge uno spazio instabile e immersivo, sospeso tra ciò che è realmente accaduto e la forma mutevole con cui ritorna nella memoria.
“Quello che accade, tra vissuto, alterazioni, ricordi, bugie ed esagerazioni, finisce sempre nelle canzoni: non per renderlo più bello, ma perché è semplicemente lì, in qualunque forma si presenti” – sottolinea l’artista – “La musica, forse, rende nebulosi gli eventi tangibili della vita, restituendone però i dettagli più nascosti; oppure, al contrario, rende intangibili episodi ancora troppo concreti da affrontare a viso aperto. O entrambe le cose insieme, a seconda del momento. È proprio questo mistero ad affascinarmi più di ogni altra cosa”.
John Bringwolves è un polistrumentista, compositore, arrangiatore e sound designer con base a Torino. Partendo dallo studio della batteria e delle percussioni, ha trovato nella chitarra il suo primo strumento espressivo, per poi specializzarsi nella produzione elettronica, nel sound design e nella creazione di performance immersive per installazioni multicanale. La sua ricerca esplora la tensione tra texture analogiche e digitali, improvvisazione e ritmi organici, sviluppando una narrazione sonora dinamica tanto nei progetti solisti quanto in quelli collaborativi.





