Esce il 25 settembre “A Ride” – il primo album della band BAZAAR rilasciato con la label Factory Flaws.
“A Ride” è come un giro al lunapark. Sguardi rapidi, mai sazi, a scene in movimento. I brani si muovono sulla superficie delle cose, chi parla vorrebbe mettere a fuoco ma le immagini arrivano capovolte e confuse. Si intravedono figure in corsa, scene di vita quotidiana, ricordi. Tutto chiede di essere decifrato al di là della sensazione.
La formula post-punk la fa da padrona, senza prendere tutto lo spazio: la voce segue la chitarra affilata e incalza una sezione ritmica solida, tenendo saldo il filo del discorso.
Una fuga verso la stazione col naso che perde sangue mentre i bambini escono da scuola, la vergogna precipita nello scherzo e chiama un desiderio di irriverenza. Arriva un invito a restare in un posto che cambia, liberarsi a guardarlo cambiare. Avere un attacco di panico e rispettare un impegno, stizzirsi guardando qualcuno riuscire in qualcosa.
È possibile avere il dito puntato contro senza sentirsi gli occhi addosso? Sapere di aver paura della pioggia, poi scoprirsi sereni nella tana del lupo.
Il gruppo nasce nel 2021 da un’idea di Flavio e Francesco, rifugiati nelle infinite notti post-Covid; con l’arrivo di Carlo (batteria) e Alex (voce) lo stesso anno vede la luce Orange EP. Dopo un primo assaggio di live nel Nord Italia e in seguito a un cambio di formazione, con l’arrivo di Agnese al microfono la band si dedica in maniera costante e minuziosa alla scrittura di nuovo materiale.
Alla fine di una lunga gestazione, la band con base a Bologna rilascia il primo singolo ‘I am the monster’, seguito poi da “Raymond” e da “Headache”, che anticipano ‘A Ride’, primo LP del quartetto punk, in uscita per Factory Flaws a settembre 2026.
BAZAAR si alimenta principalmente di post-punk, attraversandone tutte le declinazioni, per vomitare una visione del mondo disillusa e magnetica. Le influenze anni ’90 e le più recenti correnti UK vengono digerite per dare vita a un marasma sonoro, guidato da una voce sospesa sui tempi che corrono.





