A conclusione di un anno ricco di musica, l’eclettica musicista e performer Gloria Abbondi, cuore pulsante del progetto Zelda Mab, pubblica in una nuova veste “Del Vento e Del Mare”, l’EP uscito lo scorso 4 luglio: disponibile dal venerdì 12 dicembre il digipack da collezione.

All’interno, un piccolo regalo per chi ama la musica e l’arte: un libriccino illustrato che custodisce i testi delle cinque tracce, affiancati da cinque disegni originali, realizzati a mano in stile fumetto realistico, poi digitalizzati, colorati e arricchiti con sfondi di immagini NASA e frammenti di foglia d’oro. Una piccola opera d’arte pensata per chi vive la musica come esperienza totale, capace di unire suono, gesto, segno e visione.

“Del Vento e Del Mare” è un disco nato dal silenzio e dall’amore puro per la musica. Un dialogo interiore, una forma di cura, un viaggio sonoro e visivo che unisce gesto artigianale e dimensione digitale, fragilità e potenza, realtà e sogno. È il manifesto di un’artista autonoma, visionaria e sincera, che ha fatto della musica la propria bussola. Un piccolo universo nato dalle mani, dalla voce e dal cuore di Gloria Abbondi: un’anima in equilibrio tra vento e mare.

Chiusa in studio per mesi, tra il bello e il cattivo tempo, la cantautrice racconta: “Ci sono sempre stata per la musica, e la musica c’è sempre stata per me. Questo EP segna una soglia invisibile tra ciò che è stato e ciò che sarà, un punto di svolta artistico e personale. Scrivere, suonare, cantare e produrre queste canzoni è stato un atto di resistenza, un modo per restare viva. Il titolo nasce da un’immagine interiore potente: il vento, simbolo dell’incostanza e dell’imprevedibilità degli eventi esterni, che muove e increspa le onde del mare, emblema del corpo e dell’anima. “Del Vento e Del Mare” è un’àncora, un punto fermo nel caos, una promessa di resistenza e rinascita. La musica mi ha salvato un’altra volta. Mi ha fatto credere in qualcosa: in un orizzonte di calma, nel buio della notte tempestosa.”

La tracklist si apre con “Blu Cobalto”, un brano che è uno squarcio nel cielo, una chiamata da un altro pianeta che inonda la mente di blu intenso. Una canzone dialogica, vivace e misteriosa, costruita su un ritmo elettro pop punk rock incalzante. Un botta e risposta che esplode in un assolo di chitarra liberatorio come un urlo nel vento. Un pezzo che bilancia il terrore dell’ignoto con la gioia di essere vivi, lasciando un sorriso enigmatico, come dopo un sogno che non si riesce a spiegare.

La traccia successiva è “Segreti di Miele”, in cui un sintetizzatore ipnotico apre un dialogo intimo e disarmante: la confessione di una donna che riconosce la tossicità di un amore nato per gioco e finito con il cuore a metà. È una riflessione sul tempo, l’unico bene davvero prezioso, e sulla libertà di scegliere come investirlo. Un brano sincero e luminoso, suonato con enfasi e leggerezza.

Segue la title track “Del Vento e Del Mare”, che si apre con un pianoforte e la voce, come una carezza che racconta una visione: una sagoma che gioca tra le onde del mare, il bambino interiore che ancora vive in ognuno di noi, la parte più pura, quella che guida le nostre scelte. È un dialogo universale sul bisogno di qualcuno di solido su cui contare, qualcuno che ci difenda nel temporale, finché comprendiamo che quel qualcuno siamo noi stessi. Un pop-rock delicato e atmosferico, dove chitarre e voce si alternano in un abbraccio sonoro.

In “G33”, invece, prende voce una figura enigmatica, un messia o un profeta, forse entrambi, forse nessuno dei due. Il brano si muove tra mistero e spiritualità, evocando la possibilità del miracolo e dell’infinito. Bassi profondi e casse potenti si intrecciano a chitarre leggere e oniriche. E se il profeta fosse una Lei? Qui la protagonista stravolge i simboli: spezza i cicli karmici, scende dalla croce senza rancore né vendetta, continuando il proprio cammino per creare ancora. Come se, realizzando se stessa, realizzasse il destino dell’universo.

L’EP si chiude con “Duna Surf”, una ballata mistica elettro-rock dal respiro orientale. Un flusso di immagini, profumi e colori che trasporta in un deserto antico, alla ricerca di un’oasi capace di destrutturare l’orizzonte. Tra echi e seta, il brano è un’esperienza da vivere a occhi chiusi: non una canzone per concentrarsi, ma una canzone che ti porta altrove, dove il sole ti scalda le ossa e tutto ciò che pensavi fino a un attimo prima non esiste più. Psichedelia, visioni e un tocco di rock desertico per un finale aperto, visionario e liberatorio.

L’artwork di “Del Vento e Del Mare”è stato realizzato interamente dall’artista e fonde grafiche, colori e suggestioni in uno stile che oscilla con naturalezza tra il sognante e il naïf.