C’è un momento, nella vita di una band, in cui smetti di pensare troppo e torni a fare quello che ti ha sempre tenuto in piedi: suonare, scrivere e sputare fuori quello che hai dentro. “IL BRUTTO”, il nuovo EP di Aendriu, nasce esattamente da qui. Da un’urgenza reale, non costruita. Da un bisogno quasi fisico di tornare a pubblicare musica nuova, senza filtri.
Dopo due anni dall’esordio “La rabbia che ho dentro” e a distanza di un anno dal singolo “Vuoto”, questo nuovo lavoro segna un punto di svolta, ma senza tradire nulla. Il suono evolve: più melodico, più apertamente punk, ma sempre attraversato da quell’attitudine diretta, viscerale, che è ormai marchio di fabbrica del progetto Aendriu. Non c’è ricerca di compromesso, piuttosto una maggiore consapevolezza nel modo di colpire.
I brani che compongono “IL BRUTTO” sono schegge diverse dello stesso corpo, unite da uno sguardo lucido e disilluso sul presente. “ARIA” è una presa di posizione netta contro la violenza di Stato e l’abuso di potere, un pezzo che toglie il fiato mentre parla proprio di aria, di spazio vitale negato. “SANTI O BASTARDI” ribalta la narrazione morale dominante, rifiutando le etichette e rivendicando il diritto alla fragilità, all’imperfezione, alla complessità dell’essere umano.
Con “L’ODIO”, lo sguardo si allarga ancora: guerra, fuga, resistenza. È un brano che non cerca eroismi, ma si concentra su una scelta difficile e radicale: quella di non cedere all’odio, anche quando tutto intorno sembra spingere in quella direzione.
E poi c’è la sorpresa. “Una canzone punk” introduce un elemento nuovo nel linguaggio della band: l’autoironia. Non è una pausa, non è un alleggerimento fine a sé stesso, ma un modo diverso di guardarsi allo specchio, senza perdere credibilità, anzi rafforzandola. Perché sapersi prendere meno sul serio, a volte, è una forma di lucidità.
Chiude l’EP una cover di “The Knives” dei Therapy?, omaggio dichiarato a una delle influenze del percorso della band. Non un esercizio di stile, ma un gesto di appartenenza, quasi una restituzione.
“IL BRUTTO” non è un titolo casuale, ma una dichiarazione. Dentro ci sono le contraddizioni, le tensioni e tutte le crepe del presente. Ma anche la volontà di restarci dentro, senza anestesia.
Dopo un’intensa attività live e un percorso costruito tra palco e indipendenza, Aendriu non rallenta. Anzi. Questo EP è un nuovo inizio: più consapevole, più diretto e forse ancora più necessario.
Perché alla fine è tutto lì: suonare, dire qualcosa che pesa, e portarlo davanti alle persone. Il più possibile. Il più forte possibile.





