Esce il primo album dei Koradan, “Around the World…Music”, in uscita per Filibusta Records. Il progetto si articola in brani come vere e proprie tappe di un viaggio sonoro attraverso i cinque continenti, realizzato con l’utilizzo di oltre 80 strumenti provenienti da tutto il mondo, molti di questi strumenti sono stati costruiti dai Koradan stessi, ed utilizzati per le registrazioni. La formazione in passato ha anche realizzato strumenti originali: tra le creazioni più rappresentative spicca il Koritas, uno strumento originale e brevettato che sintetizza la loro filosofia artistica: un solo corpo sonoro che racchiude strumenti e materiali provenienti dai cinque continenti. Il Koritas è diventato un manifesto del loro pensiero interculturale, simbolo di un dialogo tra tradizione e innovazione, e ha ottenuto riconoscimenti internazionali, tra cui un premio presso la Georgia Tech School of Music dell’Università di Atlanta.
“Questo disco nasce dal desiderio di immortalare la nostra filosofia artistica e di trasmettere l’energia viva dei nostri spettacoli. Ogni brano è una testimonianza dei nostri studi, delle nostre esperienze e del nostro modo di intendere la musica: un viaggio intorno al mondo attraverso strumenti, culture e ritmi. È una fusione di linguaggi sonori in cui tradizione econtemporaneità si incontrano e si contaminano. I ritmi si intrecciano in modo trasversale, unendo tempi e atmosfere provenienti da luoghi lontani e da epoche diverse. Gli strumenti antichi dialogano con quelli moderni, a volte per contrasto, a volte per affinità, generando ritmi contemporanei nati dagli strumenti più antichi del mondo, quelli che hanno dato origine alla musica stessa. La sperimentazione si spinge fino a toccare sonorità mistiche, liturgiche e quasi rituali, evocando il potere originario della musica come mezzo di connessione, meditazione e trasformazione.” (Koradan)
Ogni composizione rappresenta un incontro, una scoperta, un frammento di cultura che, unito agli altri, dà vita a un mosaico sonoro universale. Il risultato è un viaggio senza confini, dove la musica diventa linguaggio comune, ponte tra passato e futuro, tra l’uomo e la sua stessa origine. Questo disco nasce come un viaggio di libertà e di sogno, sospinto dall’elemento dell’aria. L’aria è respiro, leggerezza, movimento, ma anche evasione. Questo elemento naturale consente di volare e il nostro intento in questo album è proprio quello di creare un volo virtuale, un viaggio ad occhi chiusi dove le sonorità, le melodie, le note sono la guida. Pertanto questo disco è dedicato all’elemeto aria, il primo di una tetralogia dedicata agli elementi. Al centro della tracklist si trova il brano “Hara”, parola che nella cultura giapponese significa proprio ‘centro’.
Quest’ultimo rappresenta il cuore dell’opera e allo stesso tempo l’anello di congiunzione con ciò che verrà: il secondo disco, dedicato all’acqua. In questo brano aria e acqua si incontrano e si fondono anticipando un cammino che continuerà ad espandersi e trasformarsi disco dopo disco. Ognuno di essi sarà un anello, fino a creare una catena che unisce tutti i popoli e le culture, legate dal linguaggio piùuniversale esistente: la musica.
Il gruppo nasce dall’incontro di due artisti, Alex Baccari e Marzia Di Cicco, uniti da una visione comune: creare musica come forma di ricerca, di comunicazione e di vita.Entrambi provenienti da studi artistici di natura classici, hanno intrapreso un percorso di esplorazione che li ha condotti nel vasto universo della musica etnica, approfondendo le tradizioni di diversi Paesi e studiando con maestri provenienti da tutto il mondo. Da questa esperienza prende forma un progetto bivalente e multidisciplinare, in cui musica, danza, artigianato e ricerca si fondono in un linguaggio unico. Il gruppo non si limita a suonare: progetta e costruisce gli strumenti con cui si esibisce, ricreando strumenti antichi e millenari e, in molti casi, inventandone di nuovi. Tra le creazioni più rappresentative spicca il Koritas, uno strumento originale e brevettato chesintetizza la loro filosofia artistica: un solo corpo sonoro che racchiude strumenti e materiali provenienti dai cinque continenti. Il Koritas è diventato un manifesto del loro pensiero interculturale, simbolo di un dialogo tra tradizione e innovazione, e ha ottenuto riconoscimenti internazionali, tra cui un premio presso laGeorgia Tech School of Music dell’Università di Atlanta. L’attività del gruppo si sviluppa su due piani: da un lato la composizione e produzione delle proprie opere musicali, dall’altro la dimensione performativa, che trova spazio in teatri, festival e contesti urbani.Le loro performance sono principalmente teatrali e tra i tanti palchi hanno avuto anche l’onore del gran teatro nell’ area archeologica di Pompei. Ma amano cimentarsi anche in maniera diretta con la “strada”, numerose infatti sono le partecipazioni a festival di artisti di Buskers tra cui la vittoria al prestigioso “Ferrara Buskers Festival”. L’esibizione in contesto urbano rappresenta per il gruppo anche una preziosa occasione di confronto diretto e nello stesso tempo una vetrina per far conoscere sia gli strumenti etnici sia quelli di propria creazione. In un ambiente cosi immediato, i musicisti riescono a far provare i loro strumenti coinvolgendo direttamente gli spettatori nella performance raggiungendo cosi il massimo grado di fusione e immersività. Parallelamente alla ricerca musicale, il gruppo cura anche l’aspetto scenografico e visivo delle proprie performance, disegnando e realizzando a mano abiti e costumi originali. Questa attenzione al dettaglio estetico contribuisce a creare un’esperienza immersiva e totale, in cui suono, gesto e immagine convivono in un equilibrio poetico e suggestivo. Affinché tutto questo prenda vita, la ricerca è continua.





