Con le loro travolgenti melodie di chitarra, testi inconfondibili ed armonie che incantano, The Paper Kites hanno sonorizzato i migliori momenti delle nostre vite negli ultimi 15 anni, oltre ad aver contribuito alle musiche di note serie quali Grey’s Anatomy, This Is Us e Virgin River. Il loro settimo album di studio, ‘If You Go There, I Hope You Find It, continua la tradizione di offrire musica per i momenti più memorabili e vulnerabili della vita.

Nata nel 2010 a Melbourne, la band indie-folk-rock è composta dai cugini Sam Bentley, e Josh Bentley, Christina Lacy, David Powys e Samuel Rasmussen. The Paper Kitessi formano quando Sam Bentley e Christina Lacy, adolescenti, iniziano ad esibirsi nei caffè locali, generando la prima scintilla per qualcosa di molto più grande. Mentre il loro legame musicale si approfondiva, si unirono anche il cugino Josh Bentley e gli amici di lunga data David Powys e Samuel Rasmussen. Sin dagli inizi, i loro fan hanno manifestato una fedeltà incrollabile, conquistati anche dall’ottica ‘fai da te’ della band che, agli inizi, masterizzava i cd che poi vendeva ai concerti, disegnando a mano le custodie in cartone, che da allora sono diventate oggetto di collezione.

La loro più grande hit, ‘Bloom’, ha raggiunto 8 milioni di ascolti mensili, 2 miliardi di visualizzazioni su Tiktok e la certificazione di Platino RIIA. Kelly Clarkson ha inoltre fatto una sua cover nel suo talk-show diurno. Dalla loro formazione nel 2010, The Paper Kites hanno accumulato oltre 2 miliardi di streaming su tutte le piattaforme, con 40 milioni di visualizzazioni mensili sui social media, mentre i riconoscimenti continuano ad accumularsi, come mostrano le certificazioni RIIA e le numerose nomination conquistate, tra cui ‘Best Contemporary Album’ con ‘On The Corner Where You Live’, 2019 e ‘Best Contemporary Blues & Roots Album’ con ‘At The Roadhouse’, 2024 agli ARIA Awards.

‘If You Go There, I Hope You Find It’, il nuovo album di The Paper Kites in arrivo il 23 gennaio, contiene 10 tracce che segnano il ritorno a casa per la band, dopo la pubblicazione di ‘At The Roadhouse’ nel 2023 con un collettivo di otto musicisti.

Il disco è stato scritto per la maggior parte nella fattoria di un amico nella Yarra Valley a Melbourne. tra grandi campi e recinti con viste pittoresche sulle montagne in lontananza. “Non avevo un posto dove scrivere, così un nostro amico mi ha lasciato usare una stanza nella sua fattoria, ed è lì che l’album ha preso forma” spiega Sam.

L’intero disco è pervaso da un senso di speranza e guarigione, nostalgia e testi universali che attraversa tutta la musica. Il singolo When The Lavender Blooms’ esemplifica questa sensazione, musicalmente accompagnato da una chitarra arpeggiata dal sound anni ’90, a cui si sono aggiunti tamburello e bonghi. Il blues di ‘Shake Off The Rain funge da ancora del progetto, una ballata intrisa di pioggia, ma piena di speranza, con un ritmo travolgente.

Un altro momento di spicco nel disco arriva con ‘Deep (In The Plans We Made)’, in cui Sam, Dave e Christina hanno registrato le tre voci in una sola ripresa, cantando e suonando attorno ad un microfono.

Con la co-produzione di Matt Redlich, The Paper Kites hanno deciso di registrare ‘If You Go There, I Hope You Find It’ dal vivo in studio e questo processo ha permesso alla band di preoccuparsi meno della perfezione e più della vulnerabilità nel modo in cui presentano la loro musica.

Il titolo dell’album è una frase che Christina ha scritto su un finestrino polveroso dell’autobus nella fattoria. Sam paragona la proprietà a un luogo creativo e confortevole, nonostante sia ‘polverosa e piena di ragnatele’, mentre David la descrive come purificante e fertile per creatività della band.

Mixato dal pluripremiato Jonathan Low, ‘If You Go There, I Hope You Find It’ continua a spingere oltre la creatività dei cinque musicisti. Brani come Strongly In Your Arms’, ‘Every Town’ e ‘Change Of The Wind, dimostrano questa crescita e la volontà di essere flessibili nella loro musica.

Intimo e dolorosamente riflessivo, l’album è guidato da un desiderio di connessione, semplicità e chiarezza emotiva. Radicato su temi come guarigione, speranza e natura, ogni traccia si dispiega come una conversazione sussurrata, offrendo conforto nella sua vulnerabilità e calma nella sua sincerità. Mentre esplora momenti di cambiamento, introspezione e la bellezza dell’imperfezione, il disco rimane ancorato al suono atmosferico distintivo della band. C’è una tranquilla familiarità che percorre l’album, portando con sé un senso di ritorno, o di arrivo in un luogo che sembra casa, sia dentro che oltre sé stessi.

Gran parte del viaggio di The Paper Kites si è svolto on the road, tra lunghe tournée internazionali, esibendosi in luoghi iconici e condividendo il palco con artisti del calibro di Passenger, Bombay Bicycle Club, City and the Colour e Stephen Sanchez. I loro concerti, ricchi di emozioni, hanno conquistato un numero sempre maggiore di fan affezionati.

Dopo 15 anni insieme, The Paper Kites continuano a sfidare se stessi e ‘If You Go There, I Hope You Find It’ riporta la band alle proprie radici, mettendo in luce la sua vulnerabilità ed invitando gli ascoltatori ad accettare la propria.

“Quando ascolto l’album, mi sembra un’onesta riflessione su chi siamo come persone e come musicisti”afferma David. “Questo album è stato davvero rassicurante, perché mi ha fatto capire che, suonando insieme da 15 anni, c’è ancora molta magia da creare.”