Con una voce avvolgente e sussurrata, brani semplici, ricchi di sfumature e privi di artificiosità, Luca Fogale avvolge di intenzione e sincerità i testi delle sue canzoni. “E’ per questo che scrivo così lentamente. Ogni parola è importante per me”, afferma Fogale, che si sforza di creare arte senza artifici.
Questo raro mix di abilità e moderazione è il motivo per cui l’artista ha già collezionato due nomination ai JUNO Adult Contemporary Album of the Year e ha collezionato oltre 180 milioni di streaming.
In arrivo il 30 gennaio, ‘Challenger’, come i suoi predecessori, funge da santuario emotivo ma, a differenza dei precedenti, qui Fogale, che ha prodotto l’album in prima persona, si confronta con schemi generazionali, con l’apatia, con ideali maschili e con il tumulto sociale. La sua è una presa di coscienza pratica, del tipo “attraversa tutto per superarlo”. “C’è molto di cui essere cinici in questo mondo, ma mi sto sforzando di oscillare verso l’altro lato, verso la fiducia, verso la speranza” continua.
E’ così che ‘Begin’ – una riflessione sulla lotta all’apatia e sul ricominciare da capo – può coesistere con ‘Horizon’, una canzone d’amore sfacciata e dal ritornello luminoso. ‘Lost Without You’ è un’espressione di gratitudine per la sicurezza che l’amore porta.
Cresciuto in un contesto cattolico nei dintorni di Vancouver, dove vive tuttora, Fogale ha imparato a suonare il pianoforte e la chitarra, presto diventati il suo vangelo. “Invece di rivolgermi a Dio, mi sono concentrato su me stesso, verso una riverenza per lo spirito umano e per questo mondo, verso una profonda esplorazione di me stesso. In questo cambiamento ho trovato la profondità della gratitudine, della pace e della fede”.
La maggior dei brani di ‘Challenger’ sono stati scritto in momenti di tranquillità tra un viaggio e l’altro, guidando per qualche ora fuori città fino a una baita nascosta nell’entroterra della Columbia britannica. “E’ molto piccola e si affaccia su un lago tranquillo, con una stufa a legno ed un giardino. Un posto dove riflettere”.
Lì, mentre scriveva il disco, affrontava i suoi dubbi con coraggio e stupore. “Questo album è nato dal chiedermi chi sono diventato e cosa mi ha plasmato e, di conseguenza, considerando quanto del mio passato non mi sia più utile, quanto posso lasciar andare. Più tempo dedico a queste riflessioni, più ampia diventa la mia visione del mondo. Alza l’asticella di chi voglio essere”.
Gran parte di ‘Challenger’ è una lista di controllo per affrontare qualsiasi cosa possa allontanarlo da quel percorso. Il folk americano di ‘Ashes’, ad esempio, smantella le convenzioni sulla mascolinità. Riflettendo su un amico scomparso, la canzone si concede il permesso di provare emozioni. Nel frattempo, la semplice armonicità di ‘Daniel’s Theme’ parla dell’archetipo di qualsiasi uomo che è stato sconfitto dal suo passato, ma la cui gentilezza è persistita.
Ogni volta che ha bisogno di fare chiarezza tra i suoi pensieri, Fogale si siede al pianoforte, a volte senza nemmeno suonarlo. “E’ il luogo in cui mi sento più in pace, mi sembra che il mondo si fermi lì, come un piccolo universo a sé stante”.
Sicuramente ‘Challenger’ conferma che il lavoro più avvincente nasce da una profonda introspezione umana. “Per molto tempo ho considerato la scrittura di canzoni come una canalizzazione del cosmo, come se le idee fluissero semplicemente attraverso di noi. Ma più invecchio, più si afferma in me la convinzione che questa espressione artistica provenga dal profondo di noi stessi” conclude Luca Fogale.
Cantautore canadese, Luca Fogale ha una missione chiara nella sua musica: offrire conforto e rifugio, non solo dal mondo che spesso può abbatterci, ma anche dai pensieri oscuri e dai sentimenti confusi che possono tormentarci nei momenti di insicurezza.
Cresciuto con Nina Simone e Joni Mitchell nelle orecchie, Luca possiede una voce che appare dolce e gentile in superficie, ma che penetra in profondità per rivelare verità nascoste ed emozioni represse. Originario di Burnaby, nella Columbia Britannica, Luca ricorda: “sono cresciuto in una famiglia non proprio espressiva. Eravamo conservatori, sia nel modo in cui interagivamo tra noi sia nel modo in cui reprimevamo le cose”.
La sua carriera musicale si basa invece su canzoni che non hanno paura di essere tenere, vulnerabili e brutalmente oneste.
Con ‘Safety’, il disco di debutto pubblicato nel 2016, Luca ha presentato per la prima volta ai fan un cantautore dalle melodie calde ed avvolgenti e dalle narrazioni riccamente elaborate. Questo album – ed il singolo del 2017, ‘I Don’t Want To Lose You’, intriso di gospel – hanno etichettato Luca come un fenomeno indie-folk in ascesa, ma è con il disco del 2020, ‘Nothing Is Lost’, che l’artista ha rivelato di non avere solo serenate suonate con eleganza su chitarra acustica e pianoforte. Attraverso una più ampia tavolozza di atmosfere synth, fioriture orchestrali e lussureggianti arrangiamenti soft-rock anni ’70, l’album ha segnato un punto importante nella carriera artistica di Luca.
Il riconoscimento dei prestigiosi JUNO Awards ha accresciuto ulteriormente la notorietà dell’artista e il successivo ‘Run Where The Light Calls’ del 2023 ha ricevuto un’altra nomination nella categoria ‘Adult Contemporary Album of the Year’.
Con oltre 180 milioni di streaming e tour in Canada, America ed Europa, la visione musicale di Luca Fogale continua ad espandersi, scavando negli angoli più profondi dell’anima.





