“Esordienti 1994” è il nuovo album di SCAR, disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 17 aprile per Maciste Dischi.
Cinque anni di vita, corse infinite e sguardi dalla finestra si condensano in “Esordienti 1994”, il nuovo progetto discografico di Scar. Non è solo un disco, ma un diario di bordo di chi ha compiuto trent’anni cercando un posto nel mondo senza mai smettere di guardarlo con gli occhi di un bambino.
“Esordienti 1994” nasce dall’esigenza di riassumere le esperienze vissute dall’artista con un’intensità particolare: quella di chi romanticizza il dolore e prova nostalgia per la bellezza ancor prima che questa svanisca. è il racconto di un ragazzo che osserva la vita dal settimo piano di un palazzo: una posizione pericolosa, quasi sul punto di cadere, ma sorretta da una strana, ostinata resilienza.
“Vi racconto lo sguardo sul mondo di un ragazzo di 30 anni che si affaccia dalla finestra del settimo piano, tanto da sembrare che possa cadere, ma che non lo fa mai. Beve il suo caffè e vive cercando di conservare lo sguardo puro di un bambino.” ‐ Scar
Le tracce del disco esplorano il perimetro degli incontri, l’ombra dei traumi e lo stupore delle sorprese. Scar canta la transizione verso una maturità dove l’eccezionale diventa quotidiano: la normalità non è più una gabbia, ma la luce del sole che tramonta riflettendosi nello specchietto retrovisore.
I brani toccano i picchi della felicità e i baratri della paura, quei momenti in cui il desiderio di abbandonare tutto si scontra con la voglia di sentirsi vivi. Al centro di tutto c’è la vita dell’autore, nuda e senza filtri, che diventa inevitabilmente lo specchio di una generazione nata nel ’94, costantemente in ritardo ma sempre in movimento.
Scar decide di farsi accompagnare nelle sue canzoni da 18K, Piccolo, Lea Gavino e Mazzariello, quattro artisti con cui condivide l’estrema trasparenza nella scrittura e il desiderio di far trasparire se stessi senza sovrastrutture.
Scar ha la voce screpolata dal troppo amore e porta con sè il vestito di un’estate sbagliata. Le sue canzoni hanno il fascino della lasagna lasciata in frigo: il giorno dopo è più buona che mai e tu nemmeno te la ricordavi. Barcolla coi suoi baffoni in equilibrio tra poesia urbana e nostalgia psichedelica. Nasce nel 1994 e cresce in provincia di Bari per poi trasferirsi a Milano, inseguendo il sogno di vivere d’arte.





