L’8 maggio esce “Contrasti”, il nuovo brano di sottoliceberg, che prosegue il suo percorso artistico in una dimensione elettronica intensa e viscerale, dove energia e introspezione convivono senza mai risolversi completamente.
“Contrasti” nasce da un’immagine molto personale: quella di uno spazio fisico e mentale diviso in due livelli. Da una parte “il sopra”, lo studio in cui l’artista crea musica, luogo intimo e quasi terapeutico; dall’altra “il sotto”, popolato da presenze, storie e tensioni quotidiane. È proprio in questo equilibrio tra superfici e profondità che prende forma il brano, come la punta di un iceberg da cui emergono frammenti interiori, pensieri automatici e tracce del passato.
Il testo riflette questa dualità: “io sono qui su paesaggi scomparsi presagi rimasti contrasti abbracciati”
I “paesaggi scomparsi” sono ricordi che col tempo si fanno più sfocati, scenari interiori legati all’infanzia, a immagini familiari e momenti vissuti che continuano a esistere, anche se in forme meno nitide. I “presagi rimasti” rappresentano invece tutto ciò che sfugge al controllo: paure, tensioni, possibilità sospese, come l’ombra costante di qualcosa che potrebbe accadere. I “contrasti abbracciati” diventano il tentativo di accettare questa coesistenza di opposti.
Dal punto di vista sonoro, “contrasti” si muove in un territorio electronic dance, alternando spinta e sospensione.I momenti più energici si aprono a fasi più rarefatte, creando un equilibrio instabile ma profondamente umano. L’immaginario del brano si ispira a “L’Empire des lumières” di René Magritte, dove luce e buio convivono nello stesso spazio, riflettendo una sensazione di contrasto continuo.
“contrasti” è un brano che non cerca risposte, ma resta nella tensione tra ciò che emerge e ciò che resta nascosto.
sottoliceberg emerge durante un percorso di terapia, come tentativo di esplorare e sbrogliare fili interiori tra ricordi, emozioni e desideri futuri, utilizzando la musica come uno spazio di gioco e scoperta. Il nome richiama l’immagine dell’iceberg e della sua parte sommersa: ciò che non si vede, ma che sostiene l’intera struttura. Una massa in movimento sotto la superficie, invisibile ma essenziale.
Il progetto si concentra proprio su questa dimensione nascosta e mutevole. Dietro sottoliceberg c’è una sola persona che cura ogni aspetto della produzione, ma l’identità dell’autore resta volutamente in secondo piano: il focus é sul processo creativo. Anche l’estetica visiva riflette questa idea di movimento e trasformazione. All’interno del progetto trovano spazio anche l’imprecisione e l’errore. Le imperfezioni non vengono nascoste, ma diventano parte del linguaggio artistico, lasciando emergere il lato più umano del processo creativo.
sottoliceberg è, in fondo, un tentativo di semplificare la complessità, lasciando affiorare solo ciò che può galleggiare in superficie.





