Un percorso sonoro che comincia dal Messico e che raggiunge l’Italia mescolando musiche, tradizioni e popoli agli antipodi. “Sentieri“, l’ultimo disco del chitarrista toscano Daniele Morelli, uscito per l’etichetta OFF Récord, parte proprio da qui, da un viaggio introspettivo, ricco di sfumature che porta a una fusione di linguaggi diversi che in realtà hanno tanto da dirsi. Non è casuale, infatti, che la formazione che ha partecipato alla realizzazione di questo progetto è completata da musicisti dalla diversa estrazione musicale. Tra questi ci sono Fabio di Tanno al contrabbasso, Abraham Lòpez Calderòn alla batteria e Tommaso Iacoviello alla tromba, che regala una freschezza timbrica a tutti i brani con a un fraseggio sinuoso ma allo stesso nitido e molto diretto. Singolare è invece la partecipazione dell’armonicista Federico Bertelli, che appare in tre delle 14 track firmate del band leader, offrendo nuove colorazioni alle composizioni a cui ha partecipato.

Sentieri racchiude in sintesi tutta l’esperienza dei viaggi e delle innumerevoli collaborazioni accumulate nel corso del tempo, dove emergono in primis i tredici anni di permanenza in un Paese per certi versi incontaminato come il Messico. Con queste premesse il jazz si fonde con melodie ancestrali che partono dall’alba dei tempi, da qualche angolo sperduto delle foreste del Chiapas, per giungere a noi attraverso il suono della modernità. E il mezzo che attualizza tutto questo è l’armonia sempre un po’ sospesa scritta dal band leader, che unita agli arrangiamenti e al lavoro d’insieme, rende questo progetto personale e introspettivo. Tra i brani più rappresentativi del disco l’Aruspice si rifà alla tradizione etrusca e agli aruspici, antichi sacerdoti di questa civiltà antica, mentre Onde è caratterizzato da un tempo dispari e da una melodia che strizza l’occhio alla musica tradizionale. El beso del agave trae spunto della pianta utilizzata per creare il mezcal, un distillato tradizionale di Oaxaca in Messico, ed è contraddistinto da una melodia appuntita come le punte della pianta.

Chitarrista e compositore italiano, nato in Toscana nel 1984, originario di Forcoli, Daniele Morelli inizia a studiare il piano classico a 7 anni e la chitarra a 11 nel mUsic Artwork Village di Ponsacco, e in seguito jazz a Siena. Inizialmente influenzato dal blues, partecipa nell’Orchestra Atmaniam che lo avvicina alla world music e soprattutto alla musica africana, turca e indiana. Nel 2004 nasce il suo primo progetto personale di rock progressive intitolato Milvus con cui registra due album, uno in studio “Milvus” e uno dal vivo “Impronte Analogiche”. Dopo varie presentazioni e collaborazioni artistiche multi-disciplinarie in Italia, il gruppo viaggia in Olanda e si stabilisce ad Amsterdam per un anno, dove si presenta regolarmente in fori della città. In seguito, Daniele trasloca in Francia ed entra al Conservatorio Nacional de Lyon per proseguire la sua formazione jazz. Nei viaggi in Francia ha conosciuto e suonato con gitani e musicisti di jazz manouche imparando così il repertorio gypsy jazz. Ha studiato con il chitarrista Philippe Roche, amico di Michel Petrucciani e ha partecipato alle masterclass di Barry Harris e Jonathan Kriesberg.

Da Lyon, nel 2010 si muove a Bruxelles per partecipare al Bij Den Roge Trio e ad altri progetti di teatro e jazz. In questo periodo si forma il secondo progetto personale: Morelli Electric Quartet, che presenta regolarmente tra Belgio e Olanda per due anni fino al momento in cui viene contrattato per un mese di tour in Messico. Daniele ha vissuto gli ultimi anni tra Città del Messico e Oaxaca presentandosi in festival e jazz club con i suoi nuovi progetti, ovvero “Daniele Morelli standard trio”, “Dada Beat Orchestra”, “Grupo tsikuaki”, una formazione che fonde musica wixarika del deserto messicano e jazz, e altri progetti musicali. Tra i principali progetti, il tour del Morelli Electric Quartet da Amsterdam al Messico. Ultimamente ha registrato diversi album a suo nome pubblicati con OFF Record label di Bruxelles. “Mision azul”, “La valigia dei sogni”, “Ars Musica” a cui si aggiunge “Consistenza Umana” in collaborazione con il cristallofonista Robert Tiso. A questi si aggiungono “Agua” con il vibrafonista Miguel Alzerreka, “Cinema” con il batterista Hadrien Santos da Silva e Ya Maa Diali con Liat Bar e Abraham López Calderón