Esce venerdì 3 luglio “4 luglio”, il nuovo singolo di Morange, una canzone che trasforma il disordine emotivo in immagini vivide e musica suonata. Romantico, malinconico ma mai rassegnato, il brano racconta quel momento in cui ci si guarda indietro per capire se le scelte fatte ci hanno davvero portato dove volevamo arrivare.

“La testa è un capodanno a Napoli o New York il 4 luglio” canta Morange nel ritornello, condensando in una sola frase il rumore dei pensieri quando amore, nostalgia e futuro si sovrappongono. “4 luglio” nasce proprio da questa tensione: la difficoltà di trovare un equilibrio tra ciò che si prova e ciò che si decide, senza perdere la speranza che qualcosa possa ancora cambiare.

La produzione, firmata ancora una volta da The Sticky Spot insieme al pianista spagnolo Ramon Codina, accompagna questo racconto con un sound funk caldo e completamente suonato, lontano dagli automatismi e costruito sull’intesa tra i musicisti. A impreziosire il brano sono anche i cori di Emerie, che amplificano il lato più emotivo della canzone.

Con “4 luglio” Morange continua a definire un’identità artistica personale, in cui il cantautorato incontra influenze hip hop, soul e R&B, lasciando sempre spazio alla musica suonata e a una scrittura intima, capace di raccontare emozioni comuni senza cercare scorciatoie.

Morange, classe 2001, è un cantautore originario di Napoli e cresciuto in provincia di Torino. Il suo percorso artistico si muove tra indie, hip hop e cantautorato, dando vita a una scrittura personale che assorbe influenze soul, R&B e della tradizione della canzone italiana. Nel tempo ha costruito una precisa identità sonora grazie alla collaborazione con produttori come The Sticky Spot, Cino, Emanuele Campiglia e Stefano Maiuri, con i quali sta definendo un percorso musicale sempre più riconoscibile. Parallelamente lavora a stretto contatto con una squadra di musicisti che lo accompagna sia in studio sia dal vivo, elemento centrale della sua visione artistica. Tra le sue principali ispirazioni figurano Pino Daniele, punto di riferimento per l’idea di una musica costruita attraverso una forte intesa tra musicisti, e Mac Miller, insieme a quell’approccio autentico e suonato che caratterizza format come i Tiny Desk Concert, dove l’esecuzione dal vivo diventa parte integrante del racconto musicale