Una storia che unisce innovazione, musica elettronica, tecnologia e inclusione sociale, nata nel territorio dell’Alto Vicentino e sviluppata all’interno dell’Istituto Musicale Città di Thiene.

Si tratta di “Dialoghi Sonori”, un laboratorio sperimentale ideato e condotto da Matteo Scapin, musicista, produttore di musica elettronica e docente dell’Istituto Musicale Città di Thiene, presso il Centro Residenziale Guido Negri di Thiene, struttura appartenente alla Fondazione Opera Immacolata Concezione, con il sostegno di Inner Wheel Schio-Thiene.

L’iniziativa rappresenta uno dei progetti più innovativi nati dalla coprogettazione dell’Istituto Musicale, recentemente presentata dal Comune di Thiene come esempio concreto di cultura, innovazione sociale e inclusione al servizio della comunità.

Come sottolineato dall’Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Thiene, Anna Maria Savio: «Il raggio d’azione dell’Istituto si estende in modo significativo anche alla terza età e alle fasce più fragili della popolazione. Questo è un importante obiettivo raggiunto dalla coprogettazione avviata».

Ciò che rende Dialoghi Sonori un progetto particolarmente originale è l’applicazione delle tecnologie della musica elettronica in un contesto fino ad oggi poco esplorato: quello delle persone affette da demenza e da importanti forme di decadimento cognitivo.

Matteo Scapin ha trasferito strumenti normalmente utilizzati nei moderni studi di produzione musicale all’interno di un percorso relazionale pensato per stimolare memoria, attenzione, movimento, emozioni e comunicazione.

L’obiettivo non era insegnare musica, ma trasformare la tecnologia in uno strumento di relazione.

Attraverso il semplice gesto di toccare una superficie sonora, creare un ritmo insieme o condividere un’esperienza musicale, anche persone con decadimento cognitivo avanzato hanno potuto diventare protagoniste di un’attività creativa, partecipando attivamente e riscoprendo modalità di espressione spesso compromesse dalla malattia.

L’esperienza si inserisce nell’ambito delle terapie non farmacologiche e ha coinvolto ospiti caratterizzati da decadimento cognitivo avanzato e disturbi del comportamento.

Durante il laboratorio sono emersi risultati particolarmente significativi: la musica ha favorito attenzione, partecipazione, interazione tra gli ospiti e momenti di riconoscimento reciproco, dimostrando come anche strumenti altamente tecnologici possano diventare semplici, intuitivi e accessibili quando vengono progettati attorno alla persona.

Come racconta Matteo Scapin: «Il richiamo musicale ha riattivato memorie profonde, ma è stato l’aspetto tattile e tecnologico a fare la differenza. L’uso di strumenti sensibili al contatto ha stimolato una nuova connessione corporea e sonora. Vedere gli ospiti riconoscermi negli ultimi incontri come “quello degli strumenti strani” conferma l’efficacia relazionale e l’impatto di questa esperienza sul loro vissuto quotidiano.»

Particolarmente significativo è stato anche il riscontro raccolto dagli operatori e dalla direzione della struttura.

La dott.ssa Emanuela Bolamperti, Direttrice del Centro Residenziale Guido Negri, evidenzia come la musica abbia favorito emozioni, attenzione, coinvolgimento e relazioni, anche nelle persone con maggiore compromissione cognitiva.

Fabio Toso, Direttore Generale della Fondazione Opera Immacolata Concezione, sottolinea invece il valore dell’innovazione, della creatività e delle relazioni umane come strumenti concreti di benessere e inclusione per le persone più fragili.

Dialoghi Sonori nasce dall’esperienza maturata da Matteo Scapin con Music 4 All, progetto che da anni sviluppa laboratori in cui musica elettronica, tecnologia e strumenti digitali diventano strumenti di inclusione sociale.

Negli anni il progetto ha coinvolto bambini, ragazzi, persone con disabilità e contesti educativi, sperimentando modalità innovative di fare musica attraverso controller MIDI, strumenti interattivi e tecnologie accessibili. Oggi questa ricerca si estende anche al mondo della terza età, aprendo nuove prospettive sull’utilizzo della musica elettronica come linguaggio capace di creare relazione, stimolare le capacità residue e favorire il benessere delle persone con demenza.

In un momento storico in cui l’invecchiamento della popolazione e le malattie neurodegenerative rappresentano una delle principali sfide sociali e sanitarie, Dialoghi Sonori dimostra come la contaminazione tra arte, innovazione tecnologica e cura della persona possa generare nuovi modelli di intervento, nei quali la musica elettronica non è soltanto espressione artistica, ma diventa un potente strumento di connessione umana.