Una partenza trionfale in motorino, il sole, le ciabatte, la catenina d’oro e la certezza di essere il re della città. Poi una tracina, un ombrellone portato via dal vento, una ciabatta rotta, il motorino rimasto senza benzina, i vigili e perfino un calabrone.

È questo il mondo di “Ar mare”, il nuovo brano in romanesco di Carlo Audino: una commedia balneare in musica che trasforma una giornata sul litorale romano in una piccola epopea tragicomica.

Il protagonista parte verso il mare con l’atteggiamento sicuro e spaccone di chi si sente irresistibile. In sella al suo motorino rumoroso, con costume, ciabatte e catenina al collo, immagina di attirare ogni sguardo e di dominare la spiaggia. La realtà, però, ha preparato per lui un programma molto diverso.

Dopo l’entusiasmo iniziale, la giornata precipita in una concatenazione di disastri: una tracina nascosta nell’acqua gli punge il piede, il vento porta via l’ombrellone insieme al telo e alla catenina, una ciabatta si rompe e qualcuno ruba persino la benzina dal motorino. Costretto a spingerlo lungo via Cristoforo Colombo sotto il sole, fra i clacson delle automobili, il protagonista viene anche fermato dalla Polizia Municipale e punto al petto da un calabrone.

Il ritornello, costruito intorno all’esclamazione “Popporoppo por’Antogno”, accompagna il passaggio dalla sicurezza iniziale alla disfatta, diventando il commento corale e affettuosamente ironico alle sue disavventure.

Dietro la comicità, “Ar mare” racconta però qualcosa di profondamente romano: la capacità di lamentarsi, esagerare e imprecare, ma anche di ricominciare immediatamente. Nonostante tutto sia andato storto, il protagonista non rinuncia infatti alla sua dichiarazione d’amore per il mare e per Roma: il giorno successivo sarà di nuovo sulla stessa strada, probabilmente pronto a vivere la stessa storia, o magari una ancora peggiore.

Con il suo linguaggio diretto, le immagini quotidiane e una narrazione dal forte carattere cinematografico, “Ar mare” unisce canzone dialettale, comicità di costume e spirito estivo. Il risultato è il ritratto di un antieroe vanitoso e sfortunato, ma anche tenace e irresistibilmente umano.