Al PARC – Performing Arts Research Centre di Firenze dal 18 ottobre al 6 dicembre si terrà la 5/a edizione della rassegna “Flux – flussi di musica creativa”, dedicata alle esperienze più vitali della musica creativa contemporanea, a cura di Toscana Produzione Musica, diretta da Maurizio Busia e Francesco Mariotti.
Sei appuntamenti, molti in prima italiana, metteranno in relazione protagonisti della scena internazionale e italiana, artisti di diverse generazioni e progetti nei quali scrittura e improvvisazione, memoria e ricerca continuano a trasformarsi reciprocamente. “Il programma guarda alle grandi esperienze dell’avanguardia afroamericana e internazionale come a un patrimonio ancora capace di alimentare nuovi linguaggi, incontri inediti e pratiche musicali radicalmente contemporanee. Tra coscienza civile, ascolto del paesaggio, nuove scritture e improvvisazione collettiva, FLUX 2026 propone una musica consapevole della propria storia ma sempre pronta a cambiare direzione: un flusso aperto di esperienze, visioni e possibilità sonore”, dicono gli organizzatori.
L’inaugurazione è affidata a Roberto Ottaviano, sassofonista da 50 anni cardine del jazz italiano per linea stilistica e linguaggio, che incontra il chitarrista Rob Luft, giovane talento britannico. Centrali nel programma, tre concerti rari: torna in prima data italiana a Flux il chitarrista statunitense Marc Ribot con la bassista dalla grande forza istintiva Farida Amadou e il percussionista Ches Smith, compagno di Ribot nei Ceramic Dog. A seguire il live di quello che è considerato ‘Il verbo di Chicago’, ovvero “Artifacts Trio”, nato nel solco dell’AACM. Formato dalla flautista Nicole Mitchell, dalla violoncellista Tomeka Reid e dal batterista Mike Reed, è capace di unire memoria dell’avanguardia, groove e invenzione contemporanea. Nella serata anche il solo della contrabbassista Silvia Bolognesi.
Dopo il debutto nel 2025 al Jazz Gallery di New York, arriva nella unica data italiana del tour invernale Mary Halvorson, compositrice e chitarrista jazz d’avanguardia americana di Brooklyn, tra le più riconoscibili e innovative. Maestra d’improvvisazione e icona della musica più libera da schemi, ai confini tra avanguardia jazz e rock, guiderà il nuovo quartetto “Canis Major”, formato dal trombettista Dave Adewumi, il bassista Henry Fraser e il percussionista Tomas Fujiwara, con composizioni originali concepite per valorizzare profondità, interplay e intensità della formazione.
E ancora: Aruán Ortiz, pianista, violista e compositore di Santiago da Cuba, residente da anni a Brooklyn, porta a Firenze “Créole Renaissance”, solo pianistico ispirato alle connessioni culturali tra Caraibi, Africa, Europa e diaspora afroamericana. Echi caraibici e jazz contemporaneo, Ortiz è una delle figure più influenti del progressive jazz internazionale. Nella stessa serata, in programma “Bitter Crop” di Marco Colonna, Gaia Schirò e Fabrizio Spera, gospel, protesta e free jazz, che prende il nome dagli ultimi versi di Strange Fruit, la canzone resa immortale da Billie Holiday.
Il suggestivo dialogo tra jazz, canti degli uccelli e suoni del bosco sarà protagonista di “Birds” del quintetto capitanato dal trombettista e compositore Tommaso Iacoviello, con Nazareno Caputo al vibrafono, Nicolò Francesco Faraglia alla chitarra, Saverio Cacopardi alla batteria e Ferdinando Romano al contrabbasso. Gli strumenti raccolgono le tracce del bosco e le trasformano attraverso improvvisazione, song form e paesaggi sonori, in un invito a un rapporto non decorativo con il mondo naturale: ascoltare diventa una forma di conoscenza e di partecipazione. A seguire “Dialogue”, quartetto guidato dal trombettista Jacopo Fagioli, vincitore del Top Jazz 2025 come Miglior Nuovo Talento italiano, con Davide Strangio alla chitarra, Amedeo Verniani al contrabbasso e Mattia Galeotti alla batteria. Qui il dialogo diventa metafora della relazione tra la vita interiore dell’individuo e la società, su temi quali potere, dominio, crisi climatica, spiritualità, identità e l’eredità culturale.
Chiusura con il chitarrista e compositore filippino-americano Karl Evangelista che incontra tre protagonisti della libera improvvisazione britannica – il pianista Alexander Hawkins,il contrabbassista John Edwardse il batterista Mark Sanders – in un nuovo quartetto che unisce free jazz esplosivo e scrittura d’avanguardia. Evangelista e Hawkins hanno condiviso importanti esperienze con Louis Moholo; il progetto ne raccoglie la lezione senza assumere la forma dell’omaggio, trasformando energia, apertura e dimensione internazionale in una musica nuova. Nella stessa serata il solo del chitarrista Gabrio Baldacci.
Il 2026 è il secondo anno del secondo triennio ministeriale di Toscana Produzione Musica, un progetto che parla contemporaneo, che lavora fin dal principio a partire da linee progettuali riconoscibili e identitarie, con l’attenzione a sviluppare tematiche culturali che possano essere dei riferimenti e contesti di senso per immaginare le proprie produzioni sul panorama regionale, nazionale e internazionale. Un percorso condiviso che crea nuove opportunità per il mondo creativo, promuovendo un futuro accessibile, inclusivo e capace di connettere pubblici, artisti, enti e istituzioni. TPM si basa su un assunto semplice: “Le idee hanno bisogno di punti di riferimento, condivisione e tempo per maturare ed essere accompagnate nella crescita”. Pensato fin dalla sua fondazione come un centro di creazione musicale diffuso, qui vengono sviluppati progetti tesi a rispondere a necessità molteplici, attraverso un lavoro costante di progettazione, confronto, creazione, ma anche come cardini di un sistema che lavora su una vasta rete di spazi, territori e relazioni. La visione artistica di Toscana Produzione Musica è aperta verso generi musicali eterogenei e si sviluppa attraverso diversi linguaggi promuovendo il dialogo, la sperimentazione di nuove tecnologie, le esperienze diverse e l’incontro tra identità, culture, visioni, tradizioni, in un costante rapporto tra eccellenza e forma che si unisce all’urgenza e alla profondità delle idee e dei valori contenuti nei progetti.





