Il 21 luglio 2026 i Neartica rilasciano sul proprio canale YouTube il videoclip del loro quarto singolo, “Balliamo“. La data scelta non è casuale, martedì 26 luglio ricorrono 25 anni dai fatti avvenuti alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001.
“Balliamo” è il contributo del duo musicale nel mantenere vivo e attuale il ricordo delle brutalità perpetrate dalle forze di polizia su chi, durante quei giorni, manifestava affinché “un mondo migliore fosse possibile”.
Con una ritmo incalzante e percussioni ispirate agli scudi dell’antisommossa, il brano trascina l’ascoltatore nel vivo dei fatti. Il ballo diventa metafora di violenza profonda e claustrofobica. È blitz di una melodia che raggiunge i manifestanti alla Diaz, dove si erano ritirati per dormire. Con questo brano, i Neartica ribadiscono il valore del loro fare musica: quello di dare voce alle troppe contraddizioni della loro generazione e alle ferite ancora aperte ereditate dal passato.
Un racconto affidato a chi, al tempo, non era ancora nato: “La nostra generazione, crescendo, ha appreso l’irrilevanza della propria voce. Manifestare pubblicamente e fisicamente il nostro disagio ci ha sempre ripagati con violenza. Per quanto anagraficamente distante da noi, il G8 di Genova condensa una trama che abbiamo imparato a conoscere e riconoscere, l’abuso dello stato e delle forze dell’ordine come risposta allo scendere in piazza. I manifestanti riuniti a Genova erano persone che non chiedevano nulla per se stessi. Credevano che un “mondo migliore”, dove la globalizzazione non dovesse coincidere con sfruttamento di persone e risorse naturali, fosse possibile. Quello che si è consumato alla Diaz e Bolzaneto è stata la sola risposta delle istituzioni. A distanza di 25 anni, continuano a riprodursi gli stessi meccanismi, in una società a cui viene imposto di negoziare la propria libertà con la sicurezza. Dove pretendere quel “mondo migliore” richiede un coraggio sempre più grande, sempre più individuale. Crediamo che Genova 2001 sia un reperto storico di cui si parla troppo poco, le sue dinamiche sono una lente importante per il nostro presente.”





