Venerdì 12 giugno 2026 esce “Drops of sunshine in the city of spectres“, il nuovo lavoro dei Fiesta Alba. Si tratta del secondo EP e terza pubblicazione della misteriosa band romana, a un anno di distanza dall’album “Pyrotechnic Babel”.
Cinque brani per un totale di ventitré minuti in cui il gruppo prosegue e approfondisce la propria ricerca sonora, muovendosi lungo territori contigui al math rock e contaminandoli con elettronica autoriale, drum’n’bass e suggestioni provenienti da mondi apparentemente distanti.
Drops of sunshine in the city of spectres è insieme evoluzione e dichiarazione d’intenti. Il linguaggio musicale dei Fiesta Alba resta stratificato e riconoscibile: poliritmie africane, tensioni progressive, minimalismo, voci campionate di pensatori radicali e featuring vocali provenienti dall’alt-rock indipendente. Per questo lavoro, in particolare, la band sceglie di rivolgersi a cantanti della propria città, Roma, instaurando un dialogo più diretto e affine alla propria sensibilità.
Nel brano Kinder egg surprise, presente nella sola versione fisica dell’EP, compare per la prima volta anche una voce neurale, utilizzata consapevolmente per infrangere un tabù: la tecnologia non come fine, ma come strumento capace di interpretare e attraversare le trasformazioni del presente.
Il titolo dell’EP racchiude la visione che attraversa l’intero lavoro: una “città di spettri” in cui si riflette un mondo segnato da conflitti, disumanità, conformismo e minacce alla democrazia. Eppure, dentro questo scenario cupo, filtrano “gocce di sole”: segnali di resistenza culturale, comunità irriducibili e possibilità di immaginare alternative senza cedere all’illusione.
Da sempre vicini alle periferie e ai ghetti del mondo, i Fiesta Alba traducono questa tensione in musica anche attraverso la loro iconografia: maschere da lottatori di lucha libre che simboleggiano riscatto, energia vitale e vocazione internazionale.
Fiesta Alba è un caleidoscopio di influenze musicali. Partendo da una personale interpretazione del math rock, la loro musica supera i confini di genere attraverso un’ibridazione audace con elettronica, poliritmie africane, progressive e rock sperimentale. Brani strumentali si alternano a tracce cantate da voci provenienti da contesti differenti, contribuendo a creare un linguaggio fluido e in continua evoluzione. Di stanza a Roma, i membri della band hanno maturato esperienze in diversi progetti in Italia e all’estero, collaborando con artisti internazionali di varie discipline. Questo percorso si riflette oggi nella complessità e nella ricchezza della loro proposta musicale. Dopo l’eponimo EP d’esordio del 2024 e l’album Pyrotechnic Babel, accolto positivamente dalla critica specializzata, tornano nel 2026 con Drops of sunshine in the city of spectres, un lavoro che consolida e rilancia la loro visione artistica. Le influenze dichiarate spaziano dai Battles ai King Crimson, passando per I Hate My Village, Kae Tempest, Adrian Sherwood e Sons of Kemet, fino a Brian Eno, Steve Reich e Fela Kuti: un mosaico che riflette la natura ibrida e in movimento del progetto.





