Anticipato dai singoli “l’alba” e “api”, esce venerdì 15 giugno “1955” l’album d’esordio del duo it-pop iBuca per l’etichetta NatyLoveYou.
Partito tutto da una fotografia, diventata poi la copertina del disco. “1955” è il viaggio emotivo dentro ciò che resta: le radici, gli addii, le cose non dette, il bisogno di fare pace con il passato senza rimanerci intrappolati.
Il titolo dell’album, nonché anno di nascita del padre di William e Dario, non vuole essere solo una dedica, ma il dettaglio biografico da cui è poi nata l’ispirazione del disco e delle sue tematiche. In modo particolare quella della memoria, che diventa un luogo da attraversare e non in cui perdersi.
“1955” è anche la title track, l’unica strumentale per solo pianoforte. La sua essenzialità la rende una fotografia sonora, un momento sospeso in cui le parole sono superflue. In poco più di un minuto, il brano funziona come una stanza della memoria: un passaggio breve ma centrale, il punto da cui l’album sembra partire davvero.
Tra cantautorato italiano e alternative pop di respiro internazionale, “1955” è un album intimo ma aperto, fragile ma che non si spezza, capace di trasformare la nostalgia in un impulso creativo.
“Un disco su quello che ereditiamo, su quello che perdiamo, e su ciò che finalmente troviamo il coraggio di lasciare andare.” iBuca
iBuca sono William e Dario Buca, duo it-pop di base a Pescara.
Nel 2018 rilasciano il primo singolo “la ballata dello stalker” con le batterie di Ric Ruiu (Dear Jack), nell’estate successiva partecipano a Terrasound in apertura a Frah Quintale, e così il 5 Giugno 2019 rilasciano il secondo singolo “In Persol”. Il 4 Dicembre 2020 pubblicano su tutte le piattaforme il loro terzo singolo “Sono”. Nel dicembre 2023 un nuovo singolo “non è abbastanza”.
Nel 2025 cominciano le registrazioni del primo album dal titolo “1955” con la supervisione artistica di Wrongonyou, album che vedrà la luce nell’estate del 2026, ad anticiparlo ci sono i due singoli “l’alba” e “api”.
Cerchiamo di creare la nostra strada provando a somigliare il meno possibile a qualcuno, sempre seduti sulle spalle dei grandi del passato. (iBuca)





