“Hypnotic” è il primo di una serie di nuovi singoli per The Gods They Made, e segna un cambio di passo a livello sonoro.
Il brano è stato prodotto, mixato e masterizzato da Laurent Lozano presso i MoonStudios di Vevey. Il suo contributo ha plasmato significativamente il sound: più compatto, più diretto, all’incrocio tra indie rock e post-punk – le strutture delle canzoni e la sensibilità melodica del primo, la schiettezza e la riluttanza ad ammorbidire gli spigoli del secondo.
Con “Hypnotic”, i TGTM hanno introdotto i pad elettronici accanto alla batteria tradizionale, conferendo alla sezione ritmica una gamma sonora più ampia rispetto al loro album di debutto.
“Hypnotic” si apre con un hook vocale e di sintetizzatore, prima ancora che venga cantata una sola parola. Nessuna introduzione, nessun crescendo, nessun contesto. Ci si ritrova dentro la canzone prima ancora di rendersene conto.
La strofa arriva subito dopo, rallentando l’impeto per qualcosa di più essenziale. Il testo si basa su immagini e affermazioni piuttosto che su una narrazione: “you know what I know”, “fight the real enemy”, “what goes around keeps turning”. Quando finalmente arriva il ritornello completo – “who wants it, who wants it” – la sensazione è di un qualcosa al tempo stesso inevitabile e meritato.
Nulla è superfluo, nulla è sprecato. La parte centrale sposta il centro di gravità del brano prima che il ritornello finale chiuda il ciclo, all’unisono.
È qui che risiede il significato del titolo: ipnotismo come lo stato in cui ci si trova già, cicli che continuano a ripetersi, qualcosa che si riconosce ma da cui non si riesce a liberarsi del tutto.
Il videoclip, girato in un elegante bianco e nero dal regista Robbie l’Anson Price, si concentra sui volti dei componenti della band durante un’esibizione dal vivo, mostrando come diverse origini e nazionalità possano convergere e fondersi in un’unità sonora e creativa.
The Gods They Made sono un quartetto indie alt-rock di  base a Ginevra, Svizzera, una città che si trova a cavallo tra diverse scene musicali, piuttosto che al centro di una di esse.
La formazione è composta da Daire O’Doherty, Irwin Law, Mario Ottiglio e Michael Dillon. Tutti i componenti si sono trasferiti a Ginevra da diverse parti del mondo, il che conferisce alla band un continuo bisogno di movimento, sia a livello sonoro e testuale.
La band compone collettivamente: ogni canzone viene creata in studio, da tutti i componenti. È un approccio che plasma la musica con un processo creativo genuino: non c’è un unico punto di vista, nessuna narrazione univoca, solo un istinto condiviso su ciò di cui una canzone ha bisogno.
Dopo una serie di singoli nel 2023, The Gods They Made hanno pubblicato il loro album di debutto, Breathe In, nel Maggio 2024, registrato a Londra con il produttore Steve Lyon. L’album ha definito il sound della band: arrangiamenti di chitarra e sintetizzatore stratificati e ricchi di texture, costruiti attorno alla voce di Daire, che ha spessore senza essere ostentata.