Intervista a Emanuele Conte e Renata Visentin
Nata da un’ispirazione a metà strada tra i cartoni animati anni ’60 e la cultura pop senza puzza sotto al naso, KLASSPOP è la nuova creatura editoriale e radiofonica che sta conquistando appassionati in Italia e all’estero. Ho incontrato i due protagonisti di questa avventura: Emanuele Conte, conduttore radiofonico, copywriter e “esperto di comunicazione commerciale” (almeno cosìsi vocifera), insieme alla moglie e compagna di lavoro Renata Visentin (in arte Renée Conte), autrice romance e appassionata di nuove tecnologie web.
Emanuele, partiamo dalle origini. Se chiediamo a un bambino nato negli anni ’60 e cresciuto a pane e cartoni animati quale sia la più grande multinazionale del mondo, secondo te cosa risponderà?
Emanuele Conte: “Non di certo Amazon, Apple o Google, ma ACME Corporation.
È da lì che nasce KLASSPOP?
Emanuele Conte: “Assolutamente sì! Negli anni ’20 e ’30 le aziende americane sceglievano nomi con la “ACME” solo per finire in cima alle Pagine Gialle (un po’ come si fa oggi con la SEO). Gli animatori della Warner Bros ne hanno fatto l’archetipo dell’azienda globale capace di produrre di tutto: dai razzi agli incudini tascabili per Willy il Coyote. Siccome i cartoni animati sono il pilastro della mia vera istruzione, mi son detto che era giunto il momento di fondare la mia “ACME” personale: un brand che fa di tutto e che, nelle intenzioni iniziali, non doveva servire a un bel niente!”
Dietro questo progetto c’è una coppia affiatata. Renata, ci racconti come si intrecciano le vostre vite professionali e da dove arrivano certi curiosi soprannomi?
Renata Visentin: “Da tempo siamo complici di storiche scorribande radiofoniche! Oggi io mi dedico alla scrittura di libri romance e all’esplorazione delle nuove tecnologie applicate al web, mentre tengo a freno le idee bizzarre di Emanuele. Quanto ai soprannomi, tutti lo chiamano “Biro”, ma non per strategie di marketing raffinate…”
Emanuele Conte: “…No, infatti! È per una ragione molto più prosaica: la mia totale e congenita incapacità nella dattilografia. AI tempi della macchina da scrivere producevo valanghe di testi per radio, TV e agenzie pubblicitarie scrivendo tutto a mano come un amanuense, consumando chilometri di inchiostro. Il PC è stato la mia salvezza spirituale e professionale: finalmente potevo cancellare gli orrori ortografici prima di mandare in stampa!”
Veniamo alla filosofia del brand. Che cos’è esattamente KLASSPOP e cosa significa il vostro motto “POPOLAR DI KLASS”?
Emanuele Conte: “KLASSPOP vuole essere un ponte tra cultura classica e pop, riassumendo spettacolo, musica, letteratura, storia e molto altro. Il motto è scritto rigorosamente con la “K”: POPOLAR DI KLASS. La mia teoria — formulata dopo averci pensato poco e male — è che il classico può stare all’origine del pop ma anche viceversa. Soprattutto, ciò che è popolare non è detto che debba essere privo di classe. A dispetto di quello che pensano certi popolani snob o i classici “figli di papà” modaioli, la classe non appartiene a un’élite ristretta: la classe è di tutti. Solo che, come dice il saggio: “O ce l’hai, o non ce l’hai”.
Passiamo al marketing. La strategia per il lancio del portale e delle web radio è stata decisamente controtendenza…
Emanuele Conte: “Da manovale e allo stesso tempo umarell dei cantieri di marketing, quando faccio fatica ad attuare qualche strategia,applico una regola che non si dovrebbe mai consigliare per vari motivi: “Scrivilo dappertutto così fai prima”. Poi, stanco di inseguire algoritmi, metriche e Brand Awareness, ho fatto una promessa solenne a me stesso e ai conoscenti: “Le radio per fare ascolti e i portali per fare visite li faccio tutti i giorni per i miei clienti. Questa roba me la faccio come e con la musica che piace a me e non me ne importa niente se non la visiterà o ascolterà nessuno!”. Volevo un progetto in totale relax, con un target trasversale che nella comunicazione moderna significa puntare a scontentare tutti. E all’inizio il piano ha funzionato alla perfezione: non ci visitava né ci ascoltava nessuno!”
E poi cos’è successo? È scattato quello che definite “l’effetto Willy il Coyote”?
Renata Visentin: “Proprio così. Il destino di Emanuele ha un difetto di fabbrica: i suoi puntigli o capricci non vanno mai come pianificato. Mentre Willy vedeva i suoi razzi ACME invertire la rotta, per KLASSPOP è successo l’imprevedibile al contrario: il progetto ha iniziato a funzionare da solo! Ne approfitto per segnalare che è di prossima uscita “La magia del contrario” un nuovo cimento librario del “Trafficante di parole” Emanuele Conte”.
Emanuele Conte: “Senza muovere un dito per rincorrere il successo commerciale, il sito Klasspop.it, i podcast, le concessioni del marchio per le radio e le produzioni musicali tech hanno preso vita naturalmente. Oggi raccogliamo estimatori in Italia e tra gli italiani all’estero. E mentre me ne sto perplesso e un po’ in letargo, la regola del “appiccicalo ovunque” sta dando i suoi frutti: vedo già in giro qualche maglietta, cappellino, penne e tazze con il nostro marchio”.
Un bilancio finale per questa avventura?
Emanuele Conte: “Boh, vedremo come andrà a finire! Intanto, tra un’incudine che cade dal cielo e un brano classico rivisitato in chiave moderna, KLASSPOP continua la sua corsa. In fondo, essere Popolar di Klass significa anche questo: lanciare un concetto senza sapere esattamente cosa e dove andrà a parare, l’importante è farlo con una certa dose di stile KLASSPOP”.
di Roberto Bonin





