Si intitola “Storie” il nuovo album dei Mona Grant, pubblicato da La Rue: la band toscana porta a compimento il proprio percorso pubblicando un nuovo lavoro composto da dieci brani, tra ruggiti rock e momenti più morbidi.

Dieci canzoni, dieci storie, dieci racconti in un unico viaggio. Alcune hanno un nome, altre soltanto un’immagine, un profumo o un ricordo: si attraversano persone, luoghi e momenti diversi tenuti insieme da un suono rock diretto e senza leccature.

Dentro ci sono rabbia e leggerezza, momenti più intimi e altri decisamente più rumorosi, cose dette esplicitamente e altre lasciate volutamente tra le righe. C’è “Bionda“, c’è “Lucida“, ci sono “Lacrime di Legno“. Ci sono “Michelle“, “Paul” e “Josephine“. C’è un “Caffè Ristretto” e chi come “Sixto Ride“, c’è un “Orso” e le sue “Terre di Malia“.

Dieci titoli che sembrano non avere molto in comune. Forse è proprio questo il punto: perché le storie non sono mai ordinate, ma semplicemente arrivano quando vogliono, si sovrappongono o prendono strade diverse e qualche volta finiscono dove non pensavi. Non ci sono eroi, non ci sono vittime, non ci sono persone ascrivibili a una categoria, ci sono solamente persone con le loro ambiguità, fragilità e controsensi e sopratutto con le proprie scelte.

E forse è per questo che ci riguardano. Non è un disco fatto per inseguire le mode, tutt’altro. Registrato in studio, ma senza togliere una certa spontaneità, il disco suona con chitarre elettriche, ritmiche marcate e melodie che concorrono a creare l’atmosfera del cantato narrativo e talvolta a esserne protagoniste.

“Qui non c’è spazio per la condanna o l’assoluzione; ci sono piuttosto Storie di persone che vivono a modo proprio, che prima o poi si trovano davanti ad una scelta e dove persino non scegliere ha un suo perché”. Mona Grant

Band lucchese di quattro elementi, formatasi negli anni in una serie di incontri “casuali”, che propone brani inediti. Tutto parte nel 2018 dalle idee di Gabriele Granducci, chitarrista autodidatta e cantautore.

Il progetto prende forma a seguito dell’incontro con Filippo Antonini, chitarrista blues professionista. I due rimangono legati da un’amicizia che non si concluderà neppure quando in seguito decideranno di proseguire le proprie carriere separati.

Il nome Mona Grant nasce dall’omaggiare un brano di Bo Diddley, “Mona” appunto, e dall’unione dei due cognomi, Grant, che in inglese significa anche accordare. I due iniziano a presentare un repertorio di cover blues e rock fino a presentare i propri brani inediti e i riscontri risultano positivi.

Seguono anni di sperimentazione e creazione di un repertorio rock blues psichedelico con un’impronta della voce e dei testi a cantastorie, per lo più in italiano. Nel 2023 la formazione prende quota con l’arrivo di Iacopo Luchetti alla batteria, diplomato alla scuola di musica moderna “Franco Rossi” di Milano e Francesco Chelini al basso, solido strumentista con alle spalle collaborazioni in altri gruppi, che entrano in pianta stabile nella band.

Nello stesso anno il gruppo partecipa al contest “Sanremo Rock”, dapprima vincendo le finali interregionali Toscana-Umbria, arrivando poi a suonare sul prestigioso palco del teatro Ariston. Da lì si aprono le porte della produzione professionale del loro primo singolo con l’etichetta indipendente MMP di Milano che esce nel gennaio 2024. I risultati sono incoraggianti, la band riceve buone critiche e aumentando la platea di pubblico grazie alla promozione radio e TV nonché sulle varie piattaforme streaming.

Quasi in coincidenza dell’uscita del brano si arriva alla formazione attuale, con l’ingresso di un nuovo chitarrista: Nicola Del Sole, dall’animo rock formatosi con i maestri Lucio Incordino e Simone Salvatore tra Grosseto e Siena.

Nel 2026 esce il secondo singolo, Come un Soutine registrato in presa diretta, con l’etichetta indipendente LaRue con cui si instaura una collaborazione proficua. Infatti a luglio 2026 esce il brano Lucida che anticipa il primo album.