Un biglietto lasciato appeso a una parete e una fotografia chiusa dentro un cassetto sono le uniche ancore materiali del nuovo brano di Nesli, in uscita il 18 settembre.
“Un giorno dopo l’altro” intercetta il funzionamento della memoria autobiografica nel momento esatto in cui il calcolo delle perdite subite diventa parte della routine.
Il testo poggia su un’ipotesi precisa riguardante le infinite variabili dell’esistenza e le coincidenze in grado di deviare le traiettorie umane. La prospettiva si distacca dal rimpianto puro per stringere l’obiettivo sulla continuità dell’identità personale attraverso le mancanze e i mutamenti di scenario. Le persone, gli indirizzi abitati e le parole esatte scambiate in passato mantengono un peso specifico intatto. C’è un’ostinata ostilità alla rimozione in questa scelta.
«Per anni ho pensato che andare avanti significasse dimenticare – racconta Nesli a proposito del brano. – Oggi credo il contrario. Credo che andare avanti significhi portarsi dietro certe cose. Un giorno dopo l’altro».
Avanzare richiede un carico da trasportare quotidianamente sulle spalle. L’idea rassicurante della tabula rasa cede il posto all’urgenza di integrare i frammenti incisi dal tempo. La memoria abbandona il ruolo di ostacolo al cambiamento per assumere la funzione di unica struttura su cui si regge la coscienza attuale. I ricordi forniscono l’attrito necessario a non perdere le coordinate.
Nei versi, le variabili ipotetiche si susseguono in modo serrato. La fortuna contingente, un foglio bianco, un incontro casuale alla solita fermata dell’autobus formano un reticolo denso di vite alternative.
Chi attraversa l’età adulta riconosce nitidamente questa dinamica di stratificazione interiore, imparando a convivere con le proiezioni olografiche di chi saremmo potuti diventare. Il trascorrere degli anni fissa i dettagli fondanti in modo definitivo, rendendoli immuni all’erosione. Emerge un bisogno fisico di individuare elementi immobili quando i punti di riferimento esterni cedono.
Il titolo del singolo ribadisce questo incedere costante, faticoso, metodico. Si procede esclusivamente per accumulo, sostenendo il volume di ciò che resta senza chiedere sconti al calendario.
NESLI, pseudonimo di Francesco Tarducci, è un cantautore e produttore discografico.
La sua carriera inizia alla fine degli anni ’90 attraverso collaborazioni con artisti di spicco del panorama hip-hop italiano. Nel 2003 debutta come interprete con l’album “Ego”, un progetto all’avanguardia che si distingue per l’uso esclusivo di musiche eseguite dal vivo, una scelta rara per il genere dell’epoca.
Il 2004 segna un altro importante traguardo con “Home”, il suo secondo album in studio, che rappresenta anche il suo esordio come produttore musicale. Tuttavia, il successo di Nesli arriva nel 2009 con “Fragile – Nesliving Vol. II”. Questo lavoro contiene “La fine”, una delle sue composizioni più celebri, reinterpretata da artisti di fama come Tiziano Ferro, Emma e Lazza.
Nel 2015, Nesli raggiunge un nuovo picco con l’album “Andrà tutto bene”, che include il fortunato singolo omonimo e “Buona fortuna amore”, brano che porta sul palco del Festival di Sanremo.
Nel 2023, a vent’anni dal suo debutto, pubblica “Nesliving Vol. IV – Il seme cattivo”, dichiarando che sarebbe stato il suo ultimo album come interprete:
Attualmente, Nesli si dedica anche alla scrittura per altri artisti, contribuendo alla creazione di brani di successo come “Mezzo Mondo” di Emma, “Non dimenticare” di Aka 7even e “A un passo da me” di TrigNO.
La sua eredità artistica resta un punto di riferimento per chi cerca autenticità e profondità nella musica italiana.





