Originariamente pubblicato da One Little Independent Records nel 2004, ‘Scissors In My Pocket’ ha fatto conoscere Polly Paulusma come una cantautrice capace di intrecciare le proprie radici folk con sonorità chamber pop e jazz, il tutto caratterizzato da uno stile di scrittura contemporaneo e letterario. L’album l’ha consacrata come un’artista dotata di rara intelligenza emotiva e notevole sicurezza espressiva. Oggi, a vent’anni di distanza, i brani non hanno perso la loro forza ed intimità.
In arrivo il 2 ottobre per Wild Sound / One Little Independent Records, ‘Scissors In My Pocket (21st Anniversary Edition)’ riporta sotto i riflettori l’acclamato esordio, affiancando agli undici brani originali cinque registrazioni risalenti allo stesso prolifico periodo creativo. Tre di queste erano apparse come ricercate b-sides durante la promozione dei singoli dell’album nel 2004, mentre ‘My Errant Knight’ e ‘Pentecostosis’, scritte e registrate contestualmente all’album, vengono qui pubblicate per la prima volta in assoluto.
La storia di ‘Scissors In My Pocket’ ha inizio nel capanno in giardino dietro l’abitazione di Paulusma, a sud di Londra. Lavorando in gran parte da sola, nel corso del 2003, l’artista ha registrato e prodotto autonomamente gran parte dell’album. Questo approccio indipendente andava ben oltre il semplice processo di registrazione. Prima che le piattaforme di streaming, i social media e il marketing basato sugli algoritmi diventassero la norma, Polly Paulusma coltivava il proprio pubblico attraverso mailing list, diari online e costruendo un fedele seguito preferendo il dialogo alla promozione tradizionale.
Paulusma convinse la madre, la ritrattista Louise Riley-Smith scomparsa a giugno, a realizzare la grafica a carboncino del suo album d’esordio, dalla copertina all’illustrazione specifica per ogni brano. La critica ne riconobbe immediatamente l’originalità: Uncut definì Paulusma “la migliore giovane cantautrice britannica emersa negli ultimi 12 mesi”, mentre The Independent la descrisse come “la cantautrice più colta della sua generazione”. Il successo di critica si tradusse in un’intensa attività live nel Regno Unito, in Europa e in Nord America, portandola a condividere il palco con artisti del calibro di Bob Dylan, Coldplay, Marianne Faithfull, Jamie Cullum, The Divine Comedy e Joseph Arthur ed esibendosi in prestigiosi festival come Glastonbury, T in the Park e il Cambridge Folk Festival.
Ascoltando oggi il disco d’esordio, ciò che colpisce maggiormente è la sicurezza della sua scrittura. La malinconia giocosa di ‘Dark Side’ definisce immediatamente la sua voce autoriale distintiva, mentre ‘I Was Made To Love You’ e ‘One Day’ rivelano il suo talento nel trasmettere amore, frustrazione e vulnerabilità. L’ampio respiro di ‘She Moves In Secret Ways’ resta uno dei momenti chiave dell’album: il brano si dispiega con notevole pazienza, prima di attraversare il calore di ‘Over The Hill’, la tenerezza di ‘Carry Me Home’, l’intensità confessionale di ‘Mea Culpa’, la schiettezza carica di sentimento di ‘Give It Back’ e la sequenza conclusiva e riflessiva composta da ‘Anywhere From Here’, ‘Perfect 4/4’, e ‘Something To Remember Me By’.
Le cinque tracce bonus offrono un affascinante complemento all’album originale, svelando ulteriori aspetti di quel fertile periodo creativo da cui è nato ‘Scissors In My Pocket’. In ‘Orion’s Belt’, scritta all’inizio della guerra in Iraq, Paulusma riflette su quello che definisce ‘Weltschmerz’, il ‘dolore del mondo’, e sull’inquietante contraddizione di assistere a un conflitto godendo di una condizione di agio. Ispirato dal modo in cui le culture proiettano storie sulle stelle, il brano esplora il peso della comodità, del senso di colpa e della responsabilità, con un linguaggio musicale che evoca il mal di mare, rispecchiando così quel senso di disagio.
‘Two Stars’ affronta con straordinaria tenerezza l’aborto spontaneo della prima gravidanza di Paulusma, “una lettera al mio primo figlio mai nato” che esplora la sorpresa e il peso del segreto. Il suono di monete che rotolano, i rintocchi invertiti e gli squilli di glockenspiel riflettono quella sensazione di fiato sospeso e terrore che è al centro dell’esperienza vissuta dall’artista.
‘My Errant Knight’ trasforma l’ansia legata all’infarto del padre in un paesaggio surreale ricco di immagini medievali, attingendo a lavoro del genitore come storico delle Crociate, mentre la sua malinconia è accentuata dalla straordinaria esecuzione di Kate Arnold al salterio e percussione.
‘Pentecostosis’ ha avuto nel tempo un nuovo significato. Scritta anni prima che le venisse diagnosticato il disturbo bipolare, Paulusma oggi riconosce nel brano una prima espressione della forza creativa che ha plasmato la sua vita- “Il drago addormentato nel capanno rappresenta la mia creatività”, afferma, “ma può anche essere visto come una prima manifestazione della consapevolezza del mio disturbo bipolare. Una forza creativa, ma anche distruttiva”.
‘Leave Your Keys’ è un brano particolarmente adorato e richiesto dai fan e Paulusma ha deciso di metterlo in coda all’album.
Lungi dal sembrare l’opera di un’artista ancora alla ricerca della propria voce, ‘Scissors In My Pocket’ appare come il capitolo iniziale di un percorso artistico in cui le tematiche e la maestria compositiva erano già inequivocabilmente presenti.





