Cantautrice multiforme e galattica, sempre capace di sorprendere, Roberta Giallo torna sulla scena musicale con un nuovo singolo, “Oz – Remix, disponibile dal 21 agosto su tutte le piattaforme digitali. Il brano trae origine dal suo acclamato album d’esordio, “L’Oscurità di Guillaume, ripescato dagli scrigni del passato per risorgere a nuova vita, attraverso un arrangiamento e un sound scatenati, rinnovati, pur conservando la magia della enigmatica opera originale. Il titolo richiama esplicitamente l’immaginario del celebre “Mago di Oz”, facendosi metafora di un viaggio intimo e filosofico fin dall’incipit: «sei venuto qua per la verità, ma dov’è finita, chissà?».

Il brano si interroga in tono giocoso-canzonatorio sul mistero dell’esistenza, invitando ad accogliere l’ontologica incertezza della vita non con passiva rassegnazione, ma con lucida e progressiva presa di consapevolezza. Liberarsi dalla diabolica tentazione del controllo può diventare un dono liberatorio, un’occasione preziosa per crescere reagendo con fantasia e inventiva esistenziali, mettendosi fluidamente in gioco e scoprire qualcosa in più sul mondo e su se stessi. A questa riflessione sembra intrecciarsi anche una critica al concetto illusorio del possesso. Recita il ritornello, «sai che chi pensa pensa di averla ormai l’ha già persa?». La  pretesa di trattenere certezze confortanti, abitudini apparentemente incrollabili, o beni materiali si rivela un’illusione destinata a crollare miseramente. Spogliandosi da questo bisogno, il “demone” che abita l’artista giunge alla conquista racchiusa nel verso, «sto meglio di re e regine».

Testo e musica recano la firma inconfondibile di Roberta Giallo, capace di plasmare un’atmosfera sonora avvolgente, enigmatica, al contempo antica e moderna.

Roberta Giallo: “Faccio uscire volutamente questo brano mistico-esoterico proprio quando la maggior parte di voi sarà ancora in vacanza, distratta, al mare o in montagna… Arriverà così a chi deve arrivare, senza forzature. In un’epoca in cui, come sento spesso dire, “della musica non frega più un xxxxx a nessuno”, è bene allora smettere di preoccuparsi se la mia musica giungerà a tanti o a pochi. Ed effettivamente, ormai, né soggiaccio alla brama in generale, né a quella piú tipica d’artista che desidera il plauso di un pubblico sempre più esageratamente vasto. Non tutti sono destinati a raggiungere certi luoghi e certi spazi… così come non tutti faranno esperienza del viaggio-astrale di certe mie canzoni. In altre parole, non tutto è per tutti, né tutti sono per te, né tu per tutti. Ognuno riceve quel che deve ricevere in un determinato momento e da certe persone. Aggiungo che nulla possediamo davvero nell’Odissea della vita, e il demone che mi abita, che prevede, provvede, profetizza e sempre un po’ mi provoca per spingermi a guardare oltre, o a sprofondare giù… non fa che ricordarmelo. Tuttavia, se niente ci appartiene, possiamo godere dell’esperienza del concentrarci sulle cose e sulle persone che riteniamo davvero importanti, compiendo una scelta di valutazione profonda del tempo donato e ricevuto: del ricevere e del donare in generale; infine dell’interpretare in modo originale e personale quel che ci capita, compreso il reagire all’accadere dei sempre rinnovati “sorgere, tramontare e risorgere”. Interpretare-rinnovandosi è “tutto”, lasciar perdere convinzioni granitiche, attaccamenti velenosi, per muoversi leggeri è una conquista da reiterare nel quotidiano, così come l’abbandonarsi, ma serve coraggio. La vita è dialettica: dolce-amara, spiritosa-austera, oscura-luminosa, a tratti generosa, a tratti tirchia-stronza!…  ma sempre saprà sorprendere, regalando iscorci inestimabili a chi è pronto ad accoglierla nella sua potenza rivelatrice e generatrice, perché ha finalmente smesso di essere un’anima pavida-preconcetta. Buoni viaggi!”