La storia di Winona Oak è una storia di trasformazione, un passaggio silenzioso ma potente tra dolore e speranza, tra perdita e rinascita. Con ‘Bloom’, il disco in arrivo il 23 ottobre, apre le porte a un universo profondamente personale, dove i nuovi inizi nascono dalle conclusioni e l’onestà diventa una forma di forza in sé.
Johanna Ekmark, in arte Winona Oak, è cresciuta su una remota isola svedese, circondata da paesaggi aspri, natura e una comunità intima che ha plasmato i suoi istinti creativi. Scrivere poesie ed immergersi in mondi immaginari divenne il suo rifugio, un modo per elaborare le emozioni e sognare oltre i confini della sua piccola città natale. Quelle radici continuano a risuonare nella sua musica ancora oggi, una narrazione autentica, melodie suggestive e una profonda dedizione alla connessione umana.
Il debutto solista di Winona risale al 2017, un passo che ha definito la sua identità artistica ben distinta da ‘Oaks’, lo pseudonimo utilizzato per la musica elettronica. Dalla tranquillità della sua infanzia al palcoscenico internazionale, si è affermata come un’artista che non teme di rivelare le parti più profonde di sé. Le prime collaborazioni con What So Not e The Chainsmokers hanno fatto conoscere la sua voce evocativa a un pubblico globale, mentre il suo lavoro come Oaks insieme a Tiësto, Martin Garrix, Robin Schulz ed altri ha messo in luce la sua versatilità, senza mai sacrificare la sua profondità emotiva.
Riflettendo sulla propria evoluzione, Winona afferma: “cerco di comprendere le mutevoli maree della vita da quando ho dato il via al mio progetto nel 2017”. Proprio questa volontà di raccontare gli aspetti più caotici e miracolosi dell’esistenza costituisce l’ossatura del suo nuovo album. Il progetto prende il via da un momento di grande intensità emotiva. ‘Horses’, il brano d’apertura, scritto in pochi giorni prima della fine di una relazione di lunga data, si sofferma su quella condizione di fragilità sospesa tra il tentativo di tenere stretto qualcosa e quello di lasciarlo andare, un capitolo segnato non dal rancore ma dalla consapevolezza silenziosa che restare può, a volte, significare perdere sé stessi.
La sua musica affronta anche il dolore che ha segnato gli ultimi anni della sua vita. Dopo la perdita della madre – un’esperienza già esplorata nell’ep ‘Salt’ – Winona si è trovata a dover gestire contemporaneamente amore, lutto e identità. ‘Bloom’ racchiude la forza necessaria per prendere decisioni nette nel mezzo di tante difficoltà emotive.
Nel corso dell’album Winona costruisce un paesaggio sonoro che appare cinematografico ma, al contempo, organico. Collaborando con Anton Engdahl, frogi, Martin Stilling, Teodor Runsiö, Frans Torell e Tudor Davies, ha scelto di privilegiare la strumentazione dal vivo e una tavolozza sonora più organica.
‘Stay The Night’ cattura il richiamo magnetico del desiderio, ‘Bones’ rappresenta uno dei pilastri emotivi del disco, una riflessione sul vivere appieno nonostante la natura transitoria dell’esistenza. ‘Breaking Point’ – con la partecipazione di Sandro Cavazza che aggiunge una nuova dimensione al panorama emotivo del brano – rivolge lo sguardo al dolore silenzioso di un cuore spezzato.
Nell’insieme, ‘Bloom’ traccia una mappa del mondo interiore di Winona, un viaggio attraverso il dolore, l’amore, il caos, la meraviglia e la forza conquistata a caro prezzo. Non è solo una raccolta di canzoni ma una testimonianza di sopravvivenza, della bellezza dell’imperfezione e del coraggio necessario per avventurarsi nell’ignoto. Attraverso di esso, Winona invita gli ascoltatori ad onorare le proprie cicatrici, a confidare nella propria resilienza e a credere che, anche nelle ore più buie, la speranza continui a sussurrarci di andare avanti.





