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“Questo disco è nato nel silenzio e nell’immobilità del lockdown.
Lavorare in questo modo, in completa libertà, nel proprio ambiente di casa, ha fatto sì che l’ispirazione dei brani fosse continua, dai testi alla musica è stato un unico susseguirsi”.
Queste le primi parole del cantautore vicentino Bruno Corradini, in arte A r i s t e A, che debutta sulla lunga distanza con l’album “CasA MadrE“, un affascinante lavoro che unisce avanguardia pop e introspezione, ricerca e sperimentazione sonora (tutto il disco è stato interamente registrato, mixato e masterizzato con uno smarthphone). Esce per SOYUZ, su tutte le piattaforme streaming, l’8 ottobre.
Bruno Corradini inizia a studiare chitarra classica e musica contemporanea, applicandone alcune regole al pop-sperimentale, con molteplici riferimenti all’avanguardia del prog e della sperimentazione vocale. Dal 78 all’ 81 esegue una notevole serie di concerti, in veste di onemanband, con basi, strumentazione elettronica e suoni acustici, esibendosi ovunque in club, teatri, case occupate e come supporter di artisti famosi. Dopo una lunga pausa come compositore, durante la quale si dedica esclusivamente alla scrittura di testi collaborando con il fratello Claudio, riprende di recente la pratica dello strumento, sperimentando una tecnica minimalista, diluendo corde e note in pochissimi arpeggi: esce così il singolo Meteo, arrangiato da Davide Pezzin. A r i s t e A, registra in casa durante l’ultimo lockdown, in totale solitudine, utilizzando il solo telefonino, l’album “CasA MadrE”.
“Le particolarità di questo album sono le sonorità e gli arrangiamenti , quasi tutti ricavati da una base iniziale composta da loop elettronici, da suoni sottili realizzati con piccoli strumenti acustici e una vecchia pianola, di quelle usate dai bambini per imparare a suonare. I brani sono 10, ognuno con la propria struttura, accomunati da una costante ricerca sia vocale che strumentale, unita a melodie pop orecchiabili.
I testi trattano argomenti apparentemente leggeri ma che celano la profondità del nostro essere e del quotidiano, come il miglioramento di sé stessi, l’abbandono delle cattive abitudini, il ringraziare quotidianamente per la bellezza di ciò che abbiamo intorno, il sentimento d’amore verso il prossimo, gli aiuti invisibili che a volte si ricevono. Il titolo, CASA MADRE, deriva dal luogo della registrazione  dell’album: casa dei miei genitori”.

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