Esce oggi “Arise I”, il nuovo singolo degli Al Doum & The Faryds, collettivo milanese tra le realtà più radicali della psichedelia italiana contemporanea. Traccia pulsante e ipnotica, che unisce afro e modal jazz, e che apre la soglia del loro nuovo album “Ipnagogico”, in uscita a gennaio 2026 per Black Sweat / La Tempesta.
Collettivo nato a Milano, ma da sempre spinto da una naturale tensione verso l’altrove, Al Doum & The Faryds hanno fatto della dimensione comunitaria il centro della propria pratica musicale. In un ensemble formato da dieci elementi, strumenti analogici, fiati, voci e percussioni convivono con un approccio legato alla sperimentazione analogica. La loro musica, nata da radici psichedeliche, groove tribali e improvvisazione modale, si è trasformata negli anni in un linguaggio riconoscibile: un equilibrio istintivo fra trance collettiva e costruzione organica del suono.
In questo orizzonte nasce “Arise I”, primo singolo che anticipa “Ipnagogico”, il sesto album del collettivo, in uscita il 23 gennaio 2026 per La Tempesta Dischi e Black Sweat Records. Registrato al Guscio Recording Studio, casa-laboratorio dove prende forma ogni loro progetto, dal chitarrista e fonico Lorenzo Farolfi, il brano condensa l’energia condivisa del gruppo e apre la porta al mondo sonoro del disco: un flusso pulsante in cui afro e modal jazz, interplay analogico e aperture soul convergono con naturalezza. Le voci ascendenti e discendenti conservano bagliori gospel e soul, mentre i sax si intrecciano e si rincorrono con la forza instancabile di un treno in corsa – tra derive zappiane e un testo che, ripetuto come un mantra, recita: “What you teach to the others is what you need to learn” – un invito a riconoscere nell’atto di condividere un processo di crescita reciproca.
“Arise I” è costruito come un movimento circolare: ogni gesto strumentale alimenta la stessa corrente magnetica, frutto di un processo che nasce spesso dall’improvvisazione e dalle prove, cresce nei concerti e torna in studio per trovare una forma definitiva senza perdere la sua spontaneità originaria. Una chiamata a emergere, a riconoscere ciò che si dà come parte di ciò che si sta ancora imparando.
L’artwork del singolo è a cura di Eleusi.
Al Doum & The Faryds nascono a Milano nel 2010 e da allora portano avanti un percorso in continua evoluzione, fondato su strumenti analogici, improvvisazione psichedelica e una forte dimensione comunitaria. Il loro debutto del 2011 attira l’attenzione di Julian Cope, figura di riferimento della psichedelia internazionale, e inaugura una discografia che passa attraverso Positive Force e Cosmic Love, fino alla svolta jazz–rock di Spirit Rejoin, pubblicato insieme alla label svizzera Bongo Joe Records. La band ha sempre scelto modalità indipendenti e autogestite: tutti i loro album vengono registrati al Guscio Recording Studio, lo spazio-laboratorio del chitarrista e fonico Lorenz, mentre le uscite sono stampate e distribuite da Black Sweat Records, etichetta fondata dal bassista e cantante Davide “Dome” Domenichini. Il Guscio è anche la casa comune della band sorella Addict Ameba, con cui condividono spirito, approccio e alcuni membri stabili. Nel 2021 pubblicano Freaky People per Black Sweat / La Tempesta, ampliando ulteriormente il loro vocabolario sonoro. Con Ipnagogico aprono oggi un nuovo capitolo: un lavoro che conferma la loro identità come uno dei collettivi più radicali e liberi della scena psichedelica italiana contemporanea.





