C’è un modo di stare nelle cose senza farsi travolgere, di attraversare le emozioni senza irrigidirsi. È da questa idea che nasce “WATERPROOF”, il nuovo album di ATARDE in uscita il 15 maggio: un progetto che prende forma dentro un immaginario liquido, dove tutto scorre, cambia, si trasforma.

Canzoni che non hanno fretta, che si muovono come correnti leggere. Con questo nuovo progetto discografico, ATARDE costruisce un racconto generazionale e insieme estremamente personale, muovendosi tra relazioni, insicurezze, desideri e piccoli cortocircuiti quotidiani. C’è la sensazione di non sentirsi mai abbastanza, il bisogno di essere visti, la tendenza a idealizzare l’altro fino a perdersi nel confronto. Ma tutto viene filtrato da uno sguardo lucido e disincantato, capace di alleggerire senza banalizzare, di raccontare senza appesantire.

«Le canzoni di questo album sono state a mollo nell’Adriatico per molto tempo e sono felicissimo ora di farle asciugare a riva, nelle spiagge, nei bar, nelle città, nelle autoradio e nelle cuffiette con filo e senza; nelle sale d’attesa, nelle stazioni, nelle metropoli e nei paesucci montani, distantissimi dal mare dove sono nate. Non c’è niente di davvero “WATERPROOF” in questo album, è tutto una rimescolanza di suoni, suggestioni, immagini, modi di dire e di pensare imbevuti d’acqua. Non solo d’acqua però, sono canzoni che si rivelano presto non essere a prova proprio di niente, e oltre a non proteggersi dall’acqua non si proteggono da tutto ciò che ha voluto entrarci. Segreti, vergogne, sudore, polvere e voci di tante e altre persone. “WATERPROOF”, poi, non è un progetto chiuso e finito, ma è per me l’istantanea di un punto in un lungo percorso che questo disco inaugura. Buon ascolto, e che la risacca non vi riporti a riva prima del tempo!», racconta ATARDE.

La sua scrittura resta fedele a una cifra precisa: intima, diretta, spesso ironica, sempre sincera. Il cantautore osserva le proprie fragilità con delicatezza, e le canzoni diventano così spazi abitabili, in cui potersi riconoscere. All’interno del disco trova spazio un unico featuring con faccianuvola: un incontro che si inserisce con naturalezza nel racconto, amplificandone l’atmosfera senza interromperne l’equilibrio.

Il titolo suggerisce una protezione, che però non è mai una chiusura: “WATERPROOF” non è l’assenza di contatto, piuttosto la capacità di restare a galla anche quando si sta andando a fondo. Come in mare, dove ogni movimento ha un peso diverso e serve tempo per trovare il proprio ritmo, anche in questo disco le emozioni si dilatano, si stratificano, si fanno più leggere senza perdere profondità.

Un disco che si lascia attraversare, proprio come l’acqua. E in questo movimento continuo, ATARDE trova il suo modo di raccontare: leggero, sensibile, profondamente umano.

ATARDE è il nome d’arte di Leonardo Celsi, 24 anni, studente di composizione pop/rock presso il Conservatorio di Pescara. Inizia il suo percorso da artista con cover registrate in cameretta e i primi brani originali pubblicati su SoundCloud. Nel 2021 firma come autore con Universal Publishing e pubblica, per Pezzi Dischi in licenza Island Records, il suo primo album “difetti di forma”, anticipato dai singoli “loml”, “bulbi” e “città”. Nell’inverno 2023, il disco viene ripubblicato in una versione repack con l’aggiunta di sei nuovi brani. In questo periodo inizia a fare concerti in band, riscuotendo un buon successo locale. La primavera 2024 segna un’evoluzione nel sound del progetto con l’uscita di “muschio”, un EP dalle tinte più elettroniche che amplia il paesaggio sonoro di ATARDE, fino ad allora caratterizzato da un’impronta maggiormente lofi. L’EP riceve ottimi riscontri, portandolo sul palco del Concertone del Primo Maggio e in dieci tappe estive, tra cui Spring Attitude e Poplar Festival. La sua musica nasce dall’incontro tra indie italiano e influenze internazionali, e si distingue per una forte ricerca melodica, sonorità attuali e un immaginario sfumato e nostalgico, che accompagna l’ascoltatore lungo traiettorie sospese tra sogno e realtà. Nel 2025 collabora insieme al suo amico e produttore Fudasca alla scrittura dei ritornelli dei brani “Quanto ti importa” e “Sognare in grande” di Mecna. Oggi ATARDE vive ad Ancona e qui sta lavorando al suo primo album, anticipato dai singoli “piccola ostrica”, “palestra (cura di me)” e “Tera”. Sarà un ritorno a casa, in camera sua, ad Ancona. Un disco che saprà di sale, poiché queste canzoni sono state a mollo in mezzo alle onde dell’Adriatico per molto tempo.