Bye Parula è un trio internazionale formato da musicisti immigrati provenienti da Francia, Cile e Italia che ha trovato a Montréal il proprio punto d’incontro umano e artistico; è composto dal cantante e bassista Loïc Calatayud-Sola, dal chitarrista Sebastián Riquelme e dal batterista Sergio D’Isanto. Nato dall’esperienza condivisa dell’emigrazione, il progetto trasforma radici e identità diverse in un linguaggio musicale comune, elegante e cinematografico.
Il trio annuncia il nuovo album, “Something Out Of Nothing“, in uscita il 5 giugno 2026 via Secret City Records, in formato LP e CD.
Se le prime registrazioni catturavano musicisti che si erano appena conosciuti e stavano ancora imparando a comunicare musicalmente tra loro, il nuovo disco di prossima uscita riflette la loro amicizia ormai consolidata e un’interazione sempre più intuitiva, che li ha spinti ad ampliare i propri orizzonti estetici muovendosi verso una scrittura più introspettiva.
L’album è stato prodotto da Robbie Kuster e mixato da Warren Spicer. Il disco vanta inoltre una squadra di collaboratori che include Elisapie, Adèle Trottier-Rivard, Morgan Moore e François Lafontaine.
Ad anticipare il disco, il primo singolo “KISSBURN”, disponibile dal 26 febbraio su tutte le piattaforme.
Loïc racconta l’ispirazione e il significato del brano: “KISSBURN is told from the perspective of someone who is flirting with or pursuing a person they are obsessed with. This person is confident, perhaps sexy, perhaps ridiculous, perhaps both.”.
Con l’uscita del secondo album nel 2026, Bye Parula presenta un mix cangiante ispirato al funk orchestrale di Serge Gainsbourg, alle melodie ferite di Elliott Smith, ai ritmi cosmopoliti dei Talking Heads e all’R&B artigianale di Dijon, il tutto permeato da una sensibilità cinematografica anni ’70 che sfuma il confine tra fantasia solare e sofisticazione urbana.
I suoni edonistici del secondo album non riescono a mascherare il disagio che serpeggia sotto la superficie: questo disco ti massaggia le spalle con la musica mentre ti colpisce allo stomaco con i testi.
“English isn’t my mother tongue,” afferma Loic, “so on our first album, I was shy and tried to complicate things to make myself feel smart, in a way. And Robbie said to me, ‘No, you have to be simpler than that. You have to go for the emotion.’ I think that helped me a lot: knowing that I could just write simple, honest lyrics. It changed the way I wrote the lyrics for the second album.”.
I momenti più drammatici di “Something Out Of Nothing” sono anche i più scopertamente personali. In “Orange Blossom”, Calatayud rende omaggio alla sua bisnonna, vissuta fino a 101 anni, il cui spirito di perseveranza continua a guidarlo nei suoi momenti più bui—come quello raccontato in “Burning Down the House”, un’elegia post-rottura che definisce “la canzone più difficile da scrivere per me.” In entrambi i brani, Loic Calatayud canta i ritornelli con un’intensità così senza freni che sembra quasi di vedere le lacrime affiorargli agli occhi.
Nel frattempo, l’atmosfera inquietante e alla Radiohead di “Home” ci trascina nel momento in cui il logorante tragitto mattutino di Calatayud verso il suo lavoro ha innescato una vera e propria crisi esistenziale, mentre una nostalgia strisciante lo portava a chiedersi se volesse davvero restare in Canada. Allo stesso modo, la ballata folk meditativa in spagnolo “Miedo De Olvidar” è stata ispirata dalla mancanza che tutti e tre i membri provano per le loro madri, che vivono lontano dalla base montrealese della band.
Ma forse il miglior indicatore della rinnovata sicurezza dei Bye Parula si trova nella canzone più vulnerabile di “Something Out Of Nothing”. In contrasto con il mojo poliritmico che attraversa il disco, “Needed” è sorprendentemente semplice: un inno acustico ipnotico che ruota attorno a un’unica frase — “I don’t want to talk about it / playing another little game with you, my love / they say it’s only a matter of time” — che Calatayud ripete per cinque minuti, con un tono che diventa via via più inquieto a ogni ripetizione. Il brano è stato scritto collettivamente mentre D’Isanto affrontava una difficile rottura sentimentale; e per un gruppo di ragazzi che a malapena si conoscevano quando hanno iniziato a suonare insieme nel 2020, “Needed” è la prova del patto di sangue che oggi li unisce come compagni di band e come amici intimi pronti a sostenersi nei momenti difficili.





