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Con alle spalle oltre 75 mln di streaming e 41 milioni di views torna il duo francese Cats on Trees con il nuovo disco
ALIE“, in uscita il 28 gennaio 2022. L’album è stato prodotto dall’hitmaker britannico Liam Howe e mixato dal 5 volte vincitore di Grammy Mark “Spike” Stent.

I loro 2 primi album, pubblicati nel 2013 e nel 2018, hanno avuto un successo straordinario, enormi risultati in airplay, seguiti da un tour di 2 anni in Francia e una nomination a Les Victoires de la Musique.
Ad anticipare il disco, dopo la precedente Please Please Please, il duo pubblica la nuova traccia “She was a girl”, ispirata al brillante documentario Petite Fille di Sebastien Lifshitz, che racconta di una bambina nata nel corpo di un bambino.
“This record’s biggest victory”, afferma la band, “is the fresh impetus it’s given our relationship”.
Da oltre 18 anni Nina e Yoan fanno musica insieme.
Con questo terzo album, i Cats on Trees hanno realizzato quello che loro definiscono il loro disco migliore, ma hanno anche affermato la forza dell’amicizia che li sostiene.
Dopo i due album precedenti, Cats on Trees e Neon, Nina e Yohan hanno fatto quello che abbiamo fatto tutti, hanno affrontato una crisi pandemica che li ha costretti al blocco e, nonostante un periodo di smarrimento, hanno poi ripreso a scrivere.
Una volta revocate le restrizioni sanitarie, si sono riuniti nel loro studio di Tolosa per finalizzare le registrazioni dei nuovi brani di cui sia il produttore Liam Howe che il sound engineer Mark “Spike” Stent si sono innamorati al primo ascolto.
“ALIE”, prende il nome da una delle tracce del disco e ci trasmette il sapore profondamente umanista dei Cats on Trees, forse il lavoro più introspettivo, quasi confessionale, in effetti, del duo. Parla di trasmettere emozioni, di sentire la mancanza di qualcuno, delle difficoltà di essere genitori, lo stare in coppia o da soli in un mondo in chiaroscuro. Raggiungere la luce comporta un viaggio nella tristezza e, sebbene la malinconia abbia sempre tinto le canzoni di Cats on Trees, qui il duo la abbraccia e la trasforma astutamente.
L’ascoltatore sorride, piange e balla, mentre i brani ritmati si mescolano sapientemente a tracce più lente. “We wanted to convey in song form the things deepest inside of us, while also becoming more self-sufficient in terms of our sound”, spiega Nina. “I’ve never played so much piano or taken such a close interest in production  techniques”. “This album demanded a massive amount  of work and loads of good fortune – happy strokes of luck like meeting Liam and Spike”, aggiunge Yohan. “We’ve become mellower, we understand each other better – and that has brought a fresh depth.”.
Spinta dal suo amore per la poesia, in particolare quella di Aragon e Prévert, e coltivando il suo dono per la metafora, Nina interpreta i suoi testi in un modo naturalmente disarmante. “We’ve regained the freshness of our early days, while also growing in maturity”, dice Yohan, “We don’t know how this alchemy works, but it’s a treasure”, conclude Nina.

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