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“Siamo la culla dell’arte ma le abbiamo chiuso le porte” inizia così la canzone “Italia vaffanculo” del cantautore Igor Nogarotto, titolo solo apparentemente di odio verso il proprio Paese: in realtà è una richiesta di aiuto, un inno all’Italia che ne mette in luce la bellezza e la grandezza storica che gli attuali governanti sembrano aver dimenticato

Spiega Igor: “Non è una difesa partigiana del mio lavoro: l’assenza di Cultura e di espressioni artistiche come musica, cinema, teatro privano l’individuo di bellezza e di emozioni, rendendolo sempre più arido di sentimenti e isolato, generando depressione e crescente incapacità di creare relazioni umane”.

Igor Nogarotto ha già descritto tutte le difficoltà che incontra un Artista oggi in Italia nel romanzo “Volevo uccidere Gianni Morandi”, un vero e proprio manuale dell’iter pressoché utopistico che deve percorrere un Artista emergente per emergere.

“Fratelli d’Italia dov’è la vittoria dove sono finiti i sogni di gloria?”

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