Cantautore e produttore salentino tra le voci più originali del panorama indipendente italiano, Carmine Tundo torna il 25 giugno, con il nuovo singolo “Dove ti porto?”, disponibile su tutte le piattaforme digitali per Discographia Clandestina.
Il suo nuovo brano, “Dove ti porto?”, è molto più di una canzone d’amore: è un inno alla sopravvivenza, un atto di desiderio nudo, una confessione dove la poesia incontra il porno e il naufragio emotivo si trasforma in fuga. Un poema carnale e istintivo che unisce la geografia sentimentale del Salento con una narrazione intensa, sincera, senza filtri.
Al centro, un ritornello ripetuto che diventa ossessione e motore del brano, un’esortazione urgente alla partenza, all’andare via insieme. I paesaggi evocati sono tappe interiori prima che geografiche, porti dell’anima che accolgono e respingono, dove l’amore prende forma e si spezza.
Tra le immagini più potenti, quella di una sirena che stringe un cuore rotto: simbolo di seduzione e salvezza, dolore e possibilità. Il protagonista è un sopravvissuto e canta l’incontro con una donna che è insieme rifugio e tormento, corpo mitico e fragile verità. Qui la passione non è ornamento, è senso, è carne che racconta.
Con “Dove ti porto?”, Carmine Tundo strappa l’amore dalle sue idealizzazioni per riportarlo dove nasce davvero: nel contatto, nel presente e nel rischio. Chiude con un grazie sussurrato, che suona come resa ma anche come inizio. Perché anche da un naufragio, se ci si ascolta davvero, può nascere un viaggio. È una ballata che sa di sale e pelle, che racconta un Salento profondo, vissuto, lontano dalle brochure. Una canzone che è domanda, ma anche risposta. Che resta anche quando non resta più nessuno.
Nato a Galatina, in provincia di Lecce, Tundo scrive canzoni fin da bambino. A soli quindici anni debutta con il gruppo ska punk Cruska, per poi imporsi all’attenzione nazionale nel 2010 con lo pseudonimo Romeus, vincendo SanremoLab e partecipando al Festival di Sanremo con il brano Come l’autunno. Segue un disco per Sugar, prodotto da Corrado Rustici e registrato tra l’Italia e San Francisco. Nel 2011 vince la ventiduesima edizione del Festival Musicultura con il brano Caviglie stanche, aggiudicandosi anche il Premio della Critica. È autore per artisti come Malika Ayane e batterista nel duo stoner NU SHU e nella Sofia Brunetta Band.
Nel 2013 fonda La Municipàl, band che diventa tra le realtà più apprezzate del nuovo cantautorato italiano, con cinque album all’attivo e numerose partecipazioni ai maggiori festival, dal Primo Maggio a Roma fino alle recenti apparizioni su Rai 1 e Rai 2 come direttore musicale. Nel 2020 dà vita anche al progetto Mundial, dove mescola elettronica e tradizione con una forte vocazione internazionale con cui pubblica due album e porta avanti un’intensa attività live in Italia e all’estero. Attualmente lavora ai nuovi album di tutti e tre i progetti: La Municipàl, Mundial e il proprio percorso solista.





