Esce il 17 aprile “Free Fall, Summer Tales”, il primo EP dell’artista indipendente Edoquarto che si presenta all’ascoltatore con un progetto di 10 tracce, volutamente essenziale. La maggior parte dei brani è stata scritta e registrata su Fender Rhodes o chitarra con voce trattata con autotune, abbracciando una qualità grezza, quasi da demo. Non ci sono featuring né produttori esterni. L’album è stato scritto, registrato e prodotto interamente in modo indipendente nell’arco di due anni a Milano.

Il suono si muove tra texture R&B minimali e strutture di canzone sperimentali, bilanciando fragilità e modernità. Rhodes e voce. Chitarra e voce. Arrangiamenti essenziali che resistono alla sovrapproduzione. Piuttosto che inseguire un’estetica mainstream levigata, il disco sceglie la semplicità come dichiarazione.

Il progetto ha il sapore di un capitolo che si chiude. Canzoni sviluppate nel corso di due anni arrivano ora a un momento che appare decisivo, aprendo spazio a ciò che verrà dopo.

Edoquarto è un produttore e sound engineer con base a Milano che si presenta per la prima volta anche come vocalist. Dopo anni di lavoro nella scena urban underground e dopo aver pubblicato progetti principalmente incentrati sulla produzione, tra cui alcune rielaborazioni del materiale di Josh Forehead, “Free Fall, Summer Tales” segna un cambiamento: è il suo primo lavoro completo in cui voce e scrittura delle canzoni diventano il centro del progetto.

Avendo vissuto tra Kampala, Berlin e Milan, il suono di Edoquarto riflette una geografia stratificata. Kampala è stato il seme della sua avventura artistica. Berlino ha plasmato la sua estetica DIY, ruvida, e il suo istinto per la sperimentazione. Il panorama indie milanese ha invece incoraggiato un approccio più diretto da cantautore. Il risultato è una musica intima ma contemporanea, minimale ma emotivamente ampia.