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È online il video ufficiale di “UN MILIONE DI COSE DA DIRTI”, brano con cui ERMAL META è in gara al 71° Festival di Sanremo. Il video, diretto da Tiziano Russo.

Il brano è anche disponibile in digitale ed è contenuto nel nuovo album di inediti “TRIBÙ URBANA”, in uscita venerdì 12 marzo.

“Un milione di cose da dirti” è una canzone d’amore, una «semplicissima canzone d’amore», dal sound essenziale, pochi accordi per raccontare qualcosa di personale ma capace di risuonare anche a livello universale.

Nella serata di mercoledì 3 marzo, con la sua prima esibizione di “Un milione di cose da dirti” sul palco dell’Ariston, Ermal Meta si è aggiudicato la prima posizione nella classifica provvisoria del Festival data dalla votazione della Giuria Demoscopica.

A dirigere l’orchestra del Festival di Sanremo per Ermal Meta è il Maestro Diego Calvetti.

Giovedì 4 marzo, Ermal, accompagnato sul palco dalla NAPOLI MANDOLIN ORCHESTRA, interpreterà “Caruso”, celebre brano del 1986 di Lucio Dalla.

Ermal torna sul palco di Sanremo dopo aver trionfato nel 2018 con il brano “Non mi avete fatto niente”, cantato insieme a Fabrizio Moro e presentato anche all’Eurovision Song Contest a Lisbona.

L’anno precedente, Ermal era già salito sul podio del Festival di Sanremo con il brano “Vietato Morire”, vincendo anche il Premio della Critica Mia Martini e il Premio per la miglior cover.

“TRIBÙ URBANA” arriva a tre anni di distanza dall’ultimo album in studio, “Non Abbiamo Armi”, e, nei suoi 11 brani, evidenzia l’altissimo livello di scrittura dell’artista, sia quando dà voce ai sentimenti, sia quando racconta il mondo attraverso storie di vita, guardando negli occhi uno ad uno i componenti della TRIBÙ URBANA, con suoni e parole che diventano i colori distintivi di questo nuovo progetto di Ermal Meta.

È attualmente in radio il nuovo singolo “No satisfaction”, disponibile anche negli store digitali. Il video sposa la stessa filosofia del brano; l’essere o l’apparire da sempre divide l’umanità ed impegna filosofi e talk show più o meno accreditati, per analizzare come spesso ci si sente – non sempre a proprio agio – con occhi che vedono ma non guardano. La regia di Andrea Folino mette a nudo sia il protagonista che le persone che lui incrocia nel suo cammino che si riempie di dubbi ad ogni passo.

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