“Cosa significa essere un’isola?” È da questa domanda che prende forma “Insularities”, il nuovo album di Fabrizio Cammarata: un’opera viscerale e luminosa, costruita come un arcipelago di voci, immagini e memorie. Un disco che attraversa la distanza e la tramuta in un paesaggio che ognuno può riconoscere come proprio.

Cantautore e viaggiatore, Fabrizio Cammarata è una delle voci più intense e riconoscibili della scena italiana contemporanea, ma il suo cammino ha superato da tempo i confini nazionali. Nato a Palermo, ha portato le sue canzoni sui palchi di tutto il mondo – dall’Europa al Nord America, fino al cuore dell’America Latina – costruendo negli anni un linguaggio musicale personale, fluido, in continua evoluzione. Un suono che intreccia folk e sperimentazione, spiritualità laica e tensione poetica. La sua voce, capace di muoversi con naturalezza tra inglese, italiano, siciliano, spagnolo e portoghese, è il centro pulsante della sua scrittura.

Insularities è il suo lavoro più maturo, e certamente il più “vulnerabile”. Prodotto da Dani Castelar e Roberto Cammarata, il disco si snoda come un racconto frammentato ma coeso, dove ogni brano è un approdo, una soglia, un possibile inizio. Al centro, la riflessione sull’identità non come punto fermo, ma come arcipelago in movimento: padre, madre, bambino – figure archetipiche che si alternano nei testi come forze interne che abitano ognuno di noi.

Dal canto visionario di “Asanta” alla tensione lirica di “Icarus”, dalla ninna nanna obliqua “Ricordare inventando” alla carezza finale di “The End Of Me Can Be Your Start”, ogni brano è un approdo diverso nello stesso arcipelago emotivo. Le collaborazioni ampliano ulteriormente l’orizzonte sonoro: in “Agua e Sal” le voci di Fabrizio e Casadilego si intrecciano in italiano e portoghese, mentre “The Woman In Me” si apre al coro berlinese Cantus Domus, in uno dei momenti più intensi dell’album. A completare l’opera, l’intero immaginario visivo del lavoro porta la firma dell’artista canadese Amy Friend, che con le sue immagini sospese tra luce, assenza e memoria traduce visivamente l’anima rarefatta dell’album.

Cantautore e viaggiatore, Fabrizio Cammarata nasce a Palermo e nella sua musica fonde l’anima mediterranea con l’intimità del folk. Le sue canzoni parlano d’amore, identità, trasformazione. I suoi album Of Shadows e Lights hanno raccolto ampi consensi internazionali, e la sua versione del classico messicano La Llorona ha evidenziato una voce capace di attraversare lingue, culture ed epoche. Nel 2017 ha collaborato con Dimartino al progetto Un Mondo Raro, omaggio a Chavela Vargas, figura centrale della sua formazione artistica. Fabrizio ha condiviso il palco con Patti Smith, Ben Harper, Damien Rice, Iron & Wine, e ha collaborato con Daniel Johnston. Ha suonato nei maggiori festival internazionali, tra cui: SXSW, CMW, Folk Alliance, The Great Escape, Reeperbahn Festival, MaMA Festival, Haldern Pop Festival, Liverpool Sound City. Il suo percorso attraversa continenti, ma rimane ancorato a una voce profondamente personale, che canta in inglese, italiano, siciliano, spagnolo e oltre.