Lumi Edizioni Musicali annuncia l’uscita del nuovo album di Franco D’Agostino, “Il tempo, l’età“, un lavoro che segna un distacco profondo dal progetto artistico d’esordio. Se il primo disco si apriva a una dimensione più orchestrale, questo secondo capitolo sceglie invece la sottrazione: registrazioni live in studio, voce e chitarra insieme, senza artifici, in un equilibrio fragile e umano che restituisce l’autenticità del gesto musicale.

Franco D’Agostino è una figura atipica nel panorama musicale italiano: cantautore e assiriologo, Professore Ordinario presso la Sapienza – Università di Roma, intreccia nella sua produzione la ricerca accademica e la scrittura poetica. Anche la copertina dell’album riflette questa doppia identità: uno scavo archeologico stilizzato, attraversato da segni cuneiformi tracciati dall’autore stesso, che evocano il tempo come stratificazione di sensazioni e la vita come indagine interiore.

Il tempo, l’età raccoglie dieci brani che attraversano le stagioni dell’esistenza: l’amore, la memoria, l’abbandono, la perdita, la rinascita. Cinque tracce si presentano nella loro nudità più totale, come confessioni sospese tra riflessione e silenzio; altre si aprono a interventi strumentali minimi – flauti, corni, archi sottilissimi – che emergono come colori d’acquarello, senza mai alterare la linea essenziale della melodia. È un disco costruito sul dialogo tra fragilità e consapevolezza: Roma, la storia, il fiume, i ricordi diventano scenari interiori, mentre la voce di D’Agostino guida l’ascoltatore in un percorso che non cerca effetti, ma verità.

Ci sono dischi che non nascono per stupire, ma per dire la verità. Il tempo, l’età è uno di questi: un lavoro di sottrazione, di ascolto, di presenza. Dopo il debutto di Non è follia, Franco D’Agostino sceglie qui la purezza assoluta: registrazioni live in studio, voce e chitarra insieme, in un equilibrio fragile e umano che cattura il respiro stesso del tempo. L’uscita dell’album è stata preceduta da ben cinque singoli, lungo un percorso di dieci mesi: “La guerra”, “Roma, il tempo, l’età”, “Ryan e Sara”, “Che sarà” e “Il 18 febbraio” hanno tracciato un arco emotivo culminato nell’accettazione, nella calma che segue il disincanto e nella convinzione di aver intrapreso una strada che sempre più gli è propria.

Docente di Assiriologia presso il Dipartimento Istituto Italiano di Studi Orientali della Sapienza – Università di Roma, di cui è attualmente Direttore, dirige due riviste internazionali. È direttore degli scavi archeologici della città di Eridu e co-direttore delle attività archeologiche nel sito di Abu Tbeirah, entrambi in Iraq meridionale. Ha al suo attivo 19 monografie, come autore singolo o in collaborazione, e oltre 100 articoli in riviste scientifiche. Ha pubblicato due romanzi, un libro di poesie e un volumetto con la traduzione di sonetti erotici russi. Non è follia è il suo album d’esordio.