Esce il videoclip “From Napoli to Mars“, primo estratto dall’album “Musicology Mashup” di Giovanni Scafoglio. L’opera è un canto d’amore verso Napoli, la città natale di Scafoglio. Il video, realizzato interamente tramite l’uso di intelligenza artificiale, dimostra la sistematica violazione del copyright nell’addestramento delle iA. Sebbene i filtri blocchino le richieste esplicite, l’autore prova che basta usare descrizioni sommarie affinché l’algoritmo riproduca soggetti protetti. L’esperimento svela l’assimilazione illegale di immagini e testi, comprese le opere letterarie distrutte durante l’elaborazione dei dati.
Con il brano “From Napoli to Mars” Scafoglio mette in luce una dolorosa piaga contemporanea. Le iA generative, benché di facciata affermino di tutelare il diritto d’autore, nascondono un peccato originario difficilmente riparabile: l’intero addestramento è avvenuto in completa violazione del copyright. La clip espone l’ipocrisia dei filtri attuali. Qualora si chiedesse a un’iA di generare esplicitamente un video con Goldrake o David Bowie, il sistema si rifiuterebbe. Se tuttavia si descrivessero i soggetti in modo sommario, senza mai nominarli, essi apparirebbero nel filmato. Come infatti accade durante il videoclip. La motivazione è strutturale: i modelli hanno assimilato illegalmente quelle immagini durante la fase di apprendimento. Lo stesso meccanismo predatorio è stato applicato a opere d’arte letterarie, graphic novel e libri rari, i quali sono stati distrutti dal processo di elaborazione dati nel totale sfregio dei diritti degli autori.
Città dalle mille sfaccettature che rappresenta una vera e propria geografia dell’anima e per questo amata da grandi artisti ma anche da grandi indagatori dell’inconscio e della psiche umana come lo psichiatra Théodore Flournoy e Carl Gustav Jung. Nel videoclip Scafoglio omaggia il saggio clinico “Dall’India al pianeta Marte”, traducendo le indagini sui fenomeni occulti in un’estetica videoludica anni Novanta. Il viaggio spaziale rappresenta una discesa nel subconscio in stato di trance. Il verso “Ci rilassiamo negli spazi intermedi” indica lo spazio liminale tra veglia e sonno, condizione dissociativa necessaria affinché i contenuti rimossi emergano sotto forma di visioni o sogni. Il riferimenti a Marte sono rimandi a quando Flournoy studiò i presunti viaggi nello spazio e le visioni di Hélène Smith, analizzati anche da Jung per comprendere i prodotti dell’inconscio.
Come Flournoy dedusse che l’universo alieno della medium Hélène Smith fosse il prodotto della criptomnesia, così Scafoglio plasma Marte rielaborando memorie terrene. Un gioco dove l’astronave a forma di piazza e gli incontri marziani con Goldrake, David Bowie e i demoni di Doom sono proiezioni di ricordi pop sedimentati. Il sorvolo di Pompei richiama la metafora archeologica di Jung, per il quale la città sepolta raffigura l’inconscio collettivo. I fantasmi napoletani si configurano come archetipi e complessi autonomi. Affinché la mente cosciente possa esplorare queste profondità, il gatto nero e il poeta Virgilio assumono il ruolo di psicopompi. Le sirene e le ninfe incarnano le energie primordiali. L’apparizione di Dracula, giustificata dalla leggenda della sua tomba napoletana, simboleggia l’incontro con l’ombra jungiana. Le figure di Galileo, Mozart, Beethoven e Maradona dimostrano infine come i riferimenti culturali riaffiorino durante la dissociazione psichica.
Scafoglio si è occupato anche della programmazione affinché le iA realizzassero il videoclip. Nel video, lo stesso Scafoglio intraprende un viaggio spaziale partendo da Napoli fino a Marte in compagnia del suo gatto nero. Le musiche uniscono tracce generate dalle iA e chitarre reali. Il brano include le voci di Myouju e il violoncello del musicista curdo Hakan Barzani. Le registrazioni sono avvenute in studi di registrazione situati nel sottosuolo millenario di Napoli e Damasco.





