Dopo l’esordio di “Fiammiferi”, Galeone torna con “Sale”, nuovo singolo in uscita il 12 giugno per Dischi Belli e Giungla Dischi. Venticinque anni, da Roma, una formazione teatrale alle spalle e una naturale inclinazione a trasformare piccoli dettagli quotidiani in immagini sorprendenti, Galeone prosegue il proprio percorso nel territorio di un cantautorato pop intimo e obliquo, sospeso tra immediatezza melodica, ironia e fragilità. Prodotto da Alessandro Casagni, musicista e producer romano già al lavoro accanto a Ditonellapiaga, Sale è una canzone che racconta il disordine dei pensieri e la difficoltà di trovare il proprio posto tra la solitudine e il desiderio di stare con gli altri.
Sale è una comica disperazione. È il tentativo di restare aggrappati ai ricordi, ai luoghi e alle persone che continuano ad abitare la memoria anche quando non ci appartengono più. “È il chiedere il permesso di vivere di ricordi, dove si è stati bene o dove si è stati e basta. Perché forse ancora non so dove riesco a stare meglio, se da solo o in mezzo alle folle. Una richiesta d’aiuto fatta male: come quando ti prepari il discorso alla perfezione, ma poi vai a braccio incasinando tutto. Alla fine, se si cade in questo pentolone bollente di pensieri, forse bisognerebbe solo fermarsi un attimo e andare a dormire. Che poi è una delle cose che preferisco” – spiega Galeone.
Dentro il brano convivono immagini che sembrano arrivare da un sogno febbrile – “Luna che scotta mettila in forno / Passami il sale, passami il sonno”. Galeone costruisce un racconto emotivo in cui ironia, fragilità e smarrimento procedono sullo stesso binario. Al centro resta una tensione irrisolta, un territorio intermedio che è quello che l’artista sceglie di abitare: quello di chi continua a cercare un posto nel mondo mentre tutto intorno appare provvisorio e sfuggente. Con Sale, Galeone si conferma una voce autoriale già riconoscibile: una scrittura capace di trovare poesia nei cortocircuiti del quotidiano e di trasformare il disordine dei pensieri in immagini che restano addosso.





