Immaginare la propria camera da letto come una trincea è il primo sintomo di un’infanzia violata. Quando le mura domestiche smettono di proteggere e l’ultimatum paterno risuona come una condanna alla clandestinità stradale la fuga cessa di essere una ribellione adolescenziale e diventa l’unica strategia per non soccombere. Non è la sinossi di un thriller psicologico, né il canovaccio di un noir scandinavo, ma la soglia d’ingresso di “Twisted Youth Freeway”, il nuovo album degli Psychos distribuito da Corallo Records per Lotus Music Production.

Anticipato dal singolo omonimo e tenuto a battesimo in un’anteprima live al Circolo Arci di Ravacciano a Siena, il disco sviluppa un discorso compiuto e spietato, in cui ogni traccia contribuisce a definire il racconto della violenza domestica, trasformando la struttura del progressive rock in una necessità di pura sopravvivenza.

La band senese, guidata dalla mente produttiva e artistica di Andy Romi, mette a punto un’operazione speculare a quella che i grandi maestri del rock classico compivano sulla complessità psicologica del loro tempo. Muovendosi in direzione contraria rispetto alle logiche dei formati dominanti delle piattaforme digitali, gli Psychos scelgono di non mitigare l’impatto crudo e drammaticamente reale dell’opera. Al contrario, seguono la parabola lineare di un ragazzo costretto a farsi fantasma, analizzando l’eco d’ombra in cui l’abuso si consuma nell’omertà del focolare e la strada diventa l’unico perimetro di libertà possibile.

Il disco, registrato e curato interamente da Andy Romi presso lo Psychotic Studio attraverso i rigidi standard professionali Pro Tools, unisce la geologia di una sezione ritmica ispirata alla scuola dei Black Sabbath alla complessità narrativa del progressive più oscuro. La scelta della lingua inglese, inoltre risponde a un preciso bisogno di universalità: il dramma della latitanza forzata non ha passaporto. Un’opera coraggiosa, capace di riconsegnare alla musica d’autore la sua prerogativa più nobile: profanare il silenzio e costringere le coscienze all’ascolto.

L’uscita dell’album è accompagnata dal videoclip ufficiale di “Where Do I Belong”, affidato nuovamente alla regia di Gina Merulla e interpretato dagli attori della compagnia del Teatro Hamlet di Roma, già al centro del video della title track “Twisted Youth Freeway”. Anche sul piano visivo, infatti, il progetto mantiene una forte continuità, non limitandosi semplicemente a replicare la squadra di lavoro del precedente singolo, ma riutilizzandone consapevolmente le medesime location capitoline, sottolineando la volontà della band di tracciare un racconto unitario, un legame indissolubile tra i dieci capitoli del disco.

Se la title-track immortalava la fuga dalle mura domestiche, “Where Do I Belong” si focalizza sul momento in cui il protagonista recupera i frammenti della propria identità di fronte al riflesso di una tragedia, quella della morte del suo migliore amico per overdose. Il lutto diventa così lo spartiacque di una giovinezza smarrita, un baratro psicologico che costringe a una scelta: cedere alla disperazione o rimettersi in cammino. Dal perimetro di quel vuoto e dall’assenza di un obiettivo, il ragazzo affronta un pellegrinaggio a piedi di centinaia di chilometri, un viaggio catartico in cui l’asfalto diventa, a tutti gli effetti, l’unico spazio di elaborazione possibile.

E nel silenzio della strada, interrotto dall’incontro inaspettato con una solidarietà umana priva di giudizi, il protagonista ritrova la motivazione e l’orientamento necessari a ricomporre la propria identità e la possibilità di ridefinire il proprio posto nel mondo.

Gli Psychos nascono a Siena nel gennaio 2010 da un’idea di Andy Romi, chitarrista, autore e produttore che nel tempo diventa anche il fulcro sonoro del progetto, alternandosi tra chitarre e tastiere e assumendo la voce solista. La prima formazione prende forma con Manuel Conti alla seconda chitarra, Giulio Bizzarri al basso e Luca Di Stefano alla batteria: nei primi mesi l’attività live cresce rapidamente e porta alla pubblicazione dell’esordio autoprodotto “Ricordi”, sei brani che definiscono l’identità della band tra hard rock e progressive. Negli anni successivi il gruppo attraversa cambi di line-up e un’evoluzione strumentale che spinge le composizioni verso intrecci più complessi e una scrittura sempre più legata alla scuola rock anni Settanta. Da questa fase nasce il secondo album autoprodotto “Sol#”, accolto con riscontri positivi da critica e pubblico. Nel 2015 arriva “Dritto al Cuore”, disco di tredici tracce registrato da Andy Romi nel proprio studio e mixato/masterizzato al Narada Studio; la promozione e i nuovi assestamenti interni rallentano però la continuità del progetto, fino a una fase di pausa e ripartenza. La pandemia interrompe le lavorazioni del quarto lavoro e coincide con un passaggio decisivo: Andy Romi concentra energie e competenze sulla produzione, realizza e struttura lo Psychotic Studio, si forma sullo standard Avid/Pro Tools e ottiene la certificazione Avid, affiancando all’attività artistica quella di fonico e producer. Con il ritorno del batterista fondatore Luca Di Stefano, dalla fine del 2022 gli Psychos avviano un nuovo ciclo discografico: pubblicano il singolo “Not Another Christmas Song” e completano in pochi mesi “Look Into Your Soul”, distribuito da Lotus Music Production sulle piattaforme digitali. Nell’estate 2024 la promozione del disco porta la band anche su testate internazionali, tra cui la britannica PowerPlay Magazine. Oggi gli Psychos stanno lavorando a un nuovo concept album, un percorso che conferma la doppia anima del progetto, scrittura rock e visione produttiva, con Andy Romi alla guida creativa e tecnica dell’intero impianto sonoro.