Fuori dal 14 gennaio “Volatile“, il nuovo disco dei Boban. Sette canzoni viscerali, scure, ma dai colori caldi. La band di Milano affronta temi attuali con disillusione.
In “Volatile” ritroviamo brani molto differenti tra loro da pezzi più elettronici, psichedelici, come “Electroban”, ad altri più cantatutorali come “Il tizio con il pappagallo”. Questo è il primo disco dei BOBAN in cui compaiono synth ed elettronica, sax e flauto traverso e dove la batteria è stata sostituita da beat artigianali ottenuti manipolando vinili e vecchie drum machine. Nel suono si fondono così psichedelia, post punk d’annata e neo folk.
I testi oscillano tra le nevrosi metropolitane e la leggerezza surreale tipica del cantautorato milanese, e sono stati scritti tutti camminando per le strade della città, passeggiando tra i piccioni. Il volatile che, con il suo incedere ondeggiante, rimane forse il simbolo più autentico di questa città. Milano, come in Quater, il disco precedente, è ancora sullo sfondo della narrazione. Il punto di vista dei BOBAN è ben lontano dalla città devastata dal turismo mordi e fuggi, dai palazzi che salgono senza posa e che ne hanno devastato la struttura sociale e l’anima popolare.
“Volatile” è stato registrato e mixato nello studio M24 di Milano da Luca Ciffo e BOBAN tra gennaio e giugno 2025 e poi masterizzato da Catchy Grizzly.
I BOBAN sono una band di Milano fondata nel 2012 dall’etica DIY con riferimenti musicali trasversali: il post-punk, il cantautorato milanese di Enzo Jannacci, i CCCP fedeli alla linea, il noise, il blues desertico e la psichedelia.
Pubblicano il loro primo disco nel 2015 dal titolo “.FM” e successivamente si prendono una piccola pausa fino al 2022. Tornano con una nuova formazione e nel 2024 esce il loro secondo disco “Quater” seguito da “Live in M24” e diversi singoli “Valentina”, “Mondo infame” e “Small Thing Make Me Happy”.
Oggi i BOBAN sono un duo formato da Christian Boniardi e Ringo. A gennaio 2026 uscirà il loro nuovo disco “Volatile” in cui al sax e al flauto traverso si è aggiunto in due brani Mario Eugenio Cominotti, vera e propria leggenda del progressive cittadino.
Dal punto di vista sonoro i BOBAN ora sono orientati verso una direzione in cui il neo folk incontra il post punk d’annata. I testi sono autobiografici, intimi e politici, e creano una narrazione sinestetica che procede per immagini, insomma: musica intima che (ri)suona forte.





