Ci sono dischi che arrivano per confermare un percorso, e altri che servono per capire davvero chi si è. “Make Me Feel Alive Again”, primo full length dei Jaguero, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Dopo aver costruito un seguito solido tra Italia ed estero con gli EP “Worst Weekend Ever” e “New Love”, la band vicentina compie il passo più importante: un debutto sulla lunga distanza che non cerca scorciatoie, ma affonda le mani nelle contraddizioni, nelle insicurezze e in quella tensione costante tra ciò che si è e ciò che il mondo si aspetta da noi.

Il titolo non è una promessa, ma una necessità. “Make Me Feel Alive Again” è un disco che si muove, respira e infine cambia pelle. Alterna momenti di apertura melodica a esplosioni più abrasive, veloci e sporche, senza mai perdere il filo emotivo che tiene insieme tutto. Qui il punk incontra il grunge, l’emo si intreccia con una scrittura diretta e viscerale, ma ogni riferimento viene filtrato attraverso un’urgenza personale che evita qualsiasi nostalgia sterile o esercizio di stile.

I singoli che hanno anticipato l’uscita, dalla doppia anima di Hold Me Close / Monday” fino alla tensione identitaria di “Twentyfour7”, hanno già mostrato le coordinate del disco, ma è nell’ascolto completo che il progetto trova il suo vero senso: un percorso coerente, fatto di contrasti e riconciliazioni, cadute e ripartenze.

La band racconta così la genesi del lavoro: “‘Make Me Feel Alive Again’ è il nostro primo full length, nato dal desiderio di trasformare vulnerabilità e incertezze in qualcosa che si muove, respira e spinge avanti. Ci sentiamo spesso fuori posto, in un mondo dove trovare un equilibrio è complicato, quasi caotico. Per questo abbiamo scelto di scavare nel lato più viscerale delle nostre sensazioni, senza filtri, alternando brani più melodici a pezzi massicci, veloci, sporchi. Non ci interessano etichette o confini di genere: suoniamo ciò che ci suona bene e, soprattutto, ciò che ci risuona dentro. Ogni canzone è un tentativo sincero di ritrovarci, di rimetterci in piedi, di sentirci vivi, ancora una volta.”

In un momento in cui molta musica indipendente sembra rincorrere formule già consolidate, i Jaguero scelgono invece di esporsi, di rischiare, di non essere sempre “a fuoco”. Ed è proprio lì, in quella zona meno definita, che il disco trova la sua forza più autentica.

“Make Me Feel Alive Again” esce il 10 aprile 2026 per Anchors Aweigh Records.

Il suono del disco prende forma insieme a Maurizio Baggio, figura centrale della produzione indipendente italiana, che ne cura produzione e mastering presso La Distilleria, accompagnando la band nel tradurre l’impatto emotivo dei brani in una dimensione sonora concreta, dinamica e senza compromessi.

Anche l’identità visiva contribuisce a definire il mondo dei Jaguero: lo scatto fotografico utilizzato in copertina, realizzato da Giacomo Bianco, restituisce visivamente la tensione e la sensibilità del disco, mentre le fotografie di David Sarappa catturano la dimensione più diretta e umana della band. L’art direction e il graphic design, curati da Andrea Campesato Segnini e Guido Dal Prà, costruiscono un immaginario coerente, essenziale ma riconoscibile, arricchito dall’utilizzo del carattere Ufficio Display di Giulia Boggio, che aggiunge un ulteriore livello di identità al progetto.

I Jaguero sono una band punk/emo di Vicenza, nata nel 2021 da membri di Slander, Regarde e La Fortuna. Dopo gli EP “Worst Weekend Ever” e “New Love”, prodotti da Maurizio Baggio presso La Distilleria e pubblicati da Epidemic Records, i brani vengono raccolti in un vinile self-titled in edizione limitata, portando la band a esibirsi in diversi festival e concerti rilevanti in Italia e all’estero.

Con “Make Me Feel Alive Again”, il loro primo full length, i Jaguero esplorano il lato più viscerale delle proprie sensazioni, lasciandosi alle spalle ogni limite di genere per suonare semplicemente ciò che sentono più giusto. Il loro suono unisce energia, melodia e intensità emotiva, radicandosi nel punk e nel grunge ma mantenendo lo spirito autentico dei piccoli club, dove connessione e partecipazione contano più di tutto.