C’è un pensiero che non si ferma mai, un loop che torna e torna ancora finché non diventa musica. “lasolitudinefafarecosestupide”, il nuovo singolo di bhadmari in uscita il 10 settembre per Undamento, nasce proprio da lì: da quella voce che non smette di parlare, anche quando vorresti spegnerla. È un brano che racconta il vortice della solitudine e il caos dei pensieri, trasformandoli in ritmo, suono, corpo.
La sua forma è quella di una jam improvvisata: in studio con LAND000 e Mofw, tra pedali collegati a un Prophet trovato per caso e batterie registrate dal vivo, senza artifici. Tutto è suonato, tutto è reale: persino lo stilofono inserito all’ultimo momento, quasi per gioco. Dentro ci sono frammenti di quella stanza, con voci, risate e silenzi che diventano parte integrante della traccia. Un singolo alt-pop sperimentale che non perde mai la carne viva di chi lo ha suonato.
Il testo è nato nello stesso modo, di getto. “Il problema è che io penso e non mi fermo” è la frase che attraversa tutto il pezzo, una confessione ironica e sincera allo stesso tempo. Nel ritornello si intreccia il doppio senso: “di cui mi pento e poi ci penso e non ne esco e poi non esco”. Non esco dai pensieri, non esco di casa. È autoironia e resa, ma anche una fotografia precisa di cosa significhi vivere nella propria testa quando i pensieri diventano troppo.
Eppure questo non è un brano cupo. È nato in compagnia, da un pomeriggio passato con gli amici a suonare e a provare. Forse il punto più forte di “lasolitudinemifafarecosestupide” è proprio questo paradosso: racconta la solitudine, ma è nato dalla condivisione. È il ricordo di un momento in cui, senza pensarci troppo, la musica ha trovato da sola la sua forma.
La cassa spinge, i synth avvolgono, il vocoder trasforma la voce di Marisa in un’eco che sembra infinita. È una canzone da ballare soli, insieme: nel proprio caos, nella propria stanza, ma con la certezza che da qualche parte qualcuno sta ballando allo stesso ritmo.

bhadmari è Marisa (b e d m ari ). Atipica, senza filtri, senza regole. La sua musica non nasce da un progetto, ma da una presenza: è semplicemente la versione più pura e vera di sé stessa.
bhadmari è sempre esistita, come un’estensione naturale di Marisa, che ha vent’anni, origini partenopee e un talento istintivo nel trasformare il caos emotivo in canzoni che mescolano sincerità e straniamento, vulnerabilità e leggerezza. Cresciuta tra cantautorato italiano e giostre alt-pop, Marisa si nutre di contrasti: Pino Daniele e Lorde, Lucio Battisti e i Radiohead, Avril Lavigne e Ralphie Choo. La musica per lei non ha confini né generi definiti: è uno spazio aperto dove sperimentare, una stanza mentale in cui convivono chitarre, synth e testi che sanno essere diretti, ma mai scontati. Canta come se stesse parlando a sé stessa da fuori, su una giostra che gira mentre tutto intorno traballa. I suoi brani affrontano l’incertezza, le domande senza risposta, il bisogno di capire chi siamo davvero. bhadmari è questo: una voce che non vuole etichette, che preferisce la verità alla definizione. Un tappeto elastico sospeso su un terreno che brucia, da cui saltare su, ogni volta, anche solo per il gusto di vedere le cose da un altro punto di vista.
“lasolitudinefafarecosestupide” è il suo nuovo singolo, disponibile dal 10 settembre per Undamento.