Un disco che nasce dagli anni ’90 e parla al presente. Si intitola “LE RADICI E LA LUNA” ed è il nuovo album dei P.A.O., il duo formato da Antonio Pignatiello e Gianfilippo Invincibile, il cui nome, acronimo di Pulsazioni di Anime Oneste, si rifà al saggio di Umberto Saba “Quello che resta da fare ai poeti”.

“LE RADICI E LA LUNA” è un album di riletture d’autore che rende omaggio alle band italiane degli anni ’90 con cui i P.A.O. si sono formati musicalmente, umanamente e culturalmente; è contemporaneamente un omaggio, una dichiarazione d’amore e una presa di posizione. “Non è un’operazione nostalgica – dicono – ma un atto di continuità: con quelle estetiche, quelle filosofie, quei contenuti che oggi tornano a essere urgenti”.

Per molti dei brani scelti, il 2026 segna ricorrenze importanti: come il trentennale di alcune pubblicazioni fondamentali di Marlene Kuntz, CSI ed Estra. All’interno dell’album anche un omaggio agli Scisma, che assume anche il valore di un tributo indiretto a Paolo Benvegnù, a un anno e mezzo dalla sua scomparsa, figura centrale e irripetibile della canzone alternativa italiana. E ancora i Perturbazione, i 24 Grana e gli Elettrojoyce. “Con quest’ultimo brano – dicono – abbiamo voluto dire grazie a una stagione che ci ha insegnato a credere nella condivisione, nel sudore in sala prove, nell’amicizia prima dei numeri. In un tempo in cui tutti corrono da soli, noi abbiamo scelto di tornare insieme. È il nostro modo di ricordare che la musica non è una vetrina, ma una casa che si costruisce in tanti. In fondo, crescere non significa smettere di fare rumore, ma ricordarsi perché hai iniziato”.

Una menzione a parte merita il brano che apre il disco, Militare dei Negrita prodotta da Cesare “Mac” Petricich che ha preso parte al brano. È il singolo che accompagna l’uscita dell’album. “Non poteva essere diversamente – spiegano i P.A.O. – in un momento della storia così basso, buio, che stiamo vivendo, con il rischio terza guerra mondiale dietro l’angolo. Crediamo che sia urgente tornare a far sentire la propria voce, tornare a parlare di pace, e schierarsi apertamente contro la guerra”.

I P.A.O. ritornano con questo nuovo lavoro in studio, prodotto con Filippo Gatti, dopo l’esordio con A cuore aperto, che ha portato la band in cinquina alle Targhe Tenco come Opera Prima e tra i semifinalisti del Premio Fabrizio De André.

P.A.O. è il nuovo progetto di Antonio Pignatiello e Gianfilippo Invincibile, con la produzione artistica di Filippo Gatti. Il disco d’esordio, “A Cuore Aperto”, fonde rock e canzone d’autore, registrato in presa diretta per catturare autenticità e immediatezza. Cesare “Mac” Petricich ha curato il mix, mentre la registrazione audio è stata affidata a Griffin Alan Rodriguez. P.A.O. è un suono senza filtri, un viaggio tra sogni e contraddizioni del nostro tempo.

L’album è entrato nella cinquina delle Targhe Tenco – sezione Opera Prima e tra i semifinalisti del Premio De André. 

Antonio Pignatiello è un cantautore italiano. Ha esordito con l’album Ricomincio da qui dopo la vittoria al Solarolo Festival (2010). Ha pubblicato i dischi A sud di nessun nord, Se ci credi e Polvere e Poesia, collaborando con artisti come Eugenio Bennato, Pietra Montecorvino e Vincenzo Costantino Chinaski. Nel 2015 si è esibito allo Sponz Fest di Vinicio Capossela, mentre nel 2020 ha calcato il palco del Teatro Ariston per SanremoRock. Laureato in Lettere, insegna Italiano e Storia al liceo. Ha curato regie di videoclip e colonne sonore ed è autore di racconti pubblicati in diverse antologie. 

Gianfilippo Invincibile si trasferisce a Ferrara per studiare in Conservatorio, laureandosi in batteria jazz con Ellade Bandini e Claudio Mastracci. Nel corso della sua carriera ha collaborato con musicisti di rilievo come Antonio Marangolo, Maurizio Giammarco e Greg Yasinitsky, suonando in diverse formazioni in Italia e all’estero. Ha suonato in Europa con la cantante bahiana Nilza Costa. Ha partecipato a una residenza artistica con Francesco Diodati e ha fatto parte dell’orchestra Lab di Fonterossa, diretta da Silvia Bolognesi e Mike Reed.