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A pochi mesi dal singolo di esordio “Alaska”, venerdì 11 novembre esce Mi piace stare male, nuovo singolo dell’artista fiorentino Costì

Un titolo provocatorio, ironico, cinico, spiazzante, e un sound sexy, ipnotico, tutto in pieno “stile Costì”: in “Mi piace stare male”, l’artista racconta della noia di una vita standard, che lo porta ad avere una voglia irrefrenabile di esagerare seguendo ogni suo istinto primordiale e sprofondando di conseguenza in una sorta masochismo, di cui si compiace.  

Dal sapore anni 80 a partire dalla grafica della cover, il brano può ricordare le sonorità di Prince, ma anche le atmosfere psichedeliche dei Bluvertigo e dei Beatles, con il contrabbasso a fare da colonna portante del brano. 

“Mi piace stare male” è il secondo singolo di Costì, nome d’arte di Cosimo Ravenni, musicista polistrumentista, bassista per gli Street Clerks e Alessandro Cattelan con cui ha appena concluso la nuova stagione di “Stasera c’è Cattelan” in onda su RaiDue.  

Costì è il nome d’arte di Cosimo Ravenni, musicista fiorentino. Ha cominciato il suo percorso artistico in veste di bassista/contrabbassista, facendo numerose esperienze e diplomandosi in contrabbasso classico al Conservatorio Cherubini di Firenze. Ha suonato in svariati generi e formazioni, dalla classica al pop e ha accumulato molte esperienze soprattutto con gli Street Clerks, band di cui è cofondatore e con cui ha un’intensa attività live e televisiva a fianco di Alessandro Cattelan. Ha sentito il bisogno di approfondire e concretizzare la sua personale ricerca musicale, esprimendosi da solista in qualità di musicista, cantautore, produttore e per questo ha scelto lo pseudonimo “Costì”, parola che riassume bene il suo carattere diretto e pacatamente snob. I suoi punti di riferimento ideologico cantautoriali sono legati a personaggi come Ivan Graziani, Gianni Togni, Loredana Bertè, Sergio Caputo, Giorgio Gaber, Nino Buonocore; artisti intensi dallo spirito libero e rock’n’roll. Strumentalmente la sua musica attinge molto dai 70s e gli 80s, tra i suoi preferiti Prince, Phil Collins, Christopher Cross, gli Yes ma anche i contemporanei Thundercat, Jacob Collier, The 1975, Parcels, Nu Genea. A Costì piacciono le belle melodie ma anche i colpi di scena creati dall’ improvvisazione e la psichedelia. Per questo si definisce “pop/jazz” definizione che ha ripreso dalla cantante giapponese “Akiko Yano” di cui è grande estimatore. I suoi testi sono semplici e diretti, gli piace parlare di storie vere ma senza prendersi troppo sul serio o cadere nel patetico. La malinconia è sempre condita da un po’ di ironia, allegramente triste e consapevole. Ad agosto 2022 esce il suo primo singolo da solista “Alaska”, che anticipa l’album di prossima uscita. 

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