In uscita per l’etichetta Tippin’ Factory e distribuito da Lightsound, “Antologia d’amore” è il nuovo album del cantautore Mico Argirò.
Anticipato dall’uscita di ben 3 singoli, “Antologia d’amore” è, come da titolo, un album che affronta, in maniera matura e articolata, le varie sfaccettature dietro questo sentimento tanto decantato, cercando di andarne a carpire le più disparate sfumature.
«È un album che racchiude tanti lati dell’amore; è un tentativo di descrivere questo sentimento, anche se è impossibile farlo davvero nella sua totalità. Parte tutto da qualche mia storia personale o a me vicina. C’è un enorme coefficiente di realtà».
Registrato da Ivan Malzone presso La Saletta, “Antologia d’amore” è interamente scritto e registrato dallo stesso Mico e Biagio Francia, con la collaborazione di Luciano Tarullo e Menade ai cori e Luca La Duca alla chitarra elettrica in “Mina e Celentano”.
«Ci sono voluti anni per scrivere tutti questi pezzi, viverli prima, arrangiarli e produrli poi. Nei vecchi album ho pubblicato poco su questo tema perché avevo già in mente questa “Antologia” e volevo prendermi il giusto tempo».
«Sono dodici canzoni molto diverse tra di loro, ma accomunate da una certa coerenza che viene dalla verità di quello che racconto. C’è l’amore felice, c’è l’assenza, c’è l’amore familiare o quello tossico, c’è il sesso e c’è la preghiera».
Terzo album del cantautore dopo “Vorrei che morissi d’arte” e “Irriverentə”, “Antologia d’amore” prosegue il discorso, affrontato già in passato da Mico, di contaminazione dei generi, andando a toccare il pop, il rock, l’elettronica, il folk, il samba, la psichedelia, il soul, il rap, la world music, passando da uno stilema all’altro o miscelandoli fra loro con disinvoltura.
«Altra coerenza di fondo sono i sound che, seppure con le dovute diversità, seguono la linea che con Biagio Francia abbiamo tracciato per i nostri live durante i quali, da anni, mischiamo elettronica e acustica».
«È un album “come non si fanno più”, monumentale nel numero di pezzi e per questo per me è un gioiellino. »
A proposito di gioielli: la versione fisica dell’album è in una scatola di anello, con dentro le canzoni e alcune sorprese, tra cui una vera lettera d’amore scritta a mano.
È un’edizione limitata e di pregio.
Nel 2022 l’idea di stampare “Irriverentə” solo su preservativi fece grande rumore, ma era coerente come supporto e, in più, permetteva un’area dinamica per il disco.
«Abbiamo scelto di seguire questa strada e realizzare un altro oggetto, da collezione, che supporta il progetto artistico, ma che dà qualcosa in più a chi l’acquista: un canale diretto, un’area aggiornata e più varia delle piattaforme».
La copertina dell’album e quelle dei singoli sono opera di Lorenzo Martino – Valdemone.
I videoclip e le foto sono a cura di Raffaele Papa.
Il booklet è curato da Pia Argirò.





