Oba torna il 6 marzo con “Qual è la tua mossa?”, un EP che mette in scena un esperimento emotivo più che una semplice uscita musicale.

Due personaggi. Due brani. Nessuna morale.

“‘Qual è la tua mossa?’ è una domanda che faccio prima di tutto a me stessa. Arriva sempre un momento in cui restare neutrali è già una scelta. Devi guardare ogni lato di te stesso e decidere come usarlo. Da lì in poi non puoi più fingere di non sapere.” Oba

I due brani che compongono l’EP, “Mosca Bianca” e “Mantide“, incarnano comportamenti umani portati all’estremo: vulnerabilità contro potere. Immobilità contro dominio. Chi osserva è chiamato a scegliere e prendere posizione, anche quando la scelta è scomoda.

Come ha sempre fatto, l’artista interpreta fisicamente entrambi i personaggi, trasformando il pop in corpo, gesto, presenza. “Mosca Bianca” si ferma, rallenta, si sottrae. “Mantide” osserva, seduce, controlla e colpisce quando l’altro sbaglia.

“Per me il pop deve passarti dal corpo – commenta OBA – creare attrito, lasciare una sensazione addosso. Con questo progetto ho deciso di espormi completamente, di diventare io stessa oggetto di giudizio e osservazione, per vedere cosa succede quando smetti di proteggerti.”

“Mantide”, focus track dell’EP, rappresenta il lato predatorio e dark del progetto. È il brano che mette a fuoco le dinamiche manipolatorie, il fascino tossico di chi crea dipendenza emotiva, alimenta il conflitto e si nutre dell’energia altrui. Mantide incarna quelle presenze magnetiche e drammatiche che entrano nelle relazioni per controllare, sedurre, destabilizzare. Il pezzo racconta cosa resta dopo essere stati attratti, usati e svuotati, quando il gioco di potere è già avvenuto e non lascia spazio a ingenuità. Il sound è alternative pop elettronico, teso e incisivo, costruito su una ritmica aggressiva e una scrittura lucida, diretta, che non cerca redenzione. La voce si impone con chiarezza e controllo, portando il personaggio al centro della scena come figura dominante, affascinante e pericolosa allo stesso tempo.

Mosca Bianca, invece, racconta la reazione opposta. È il brano di chi, immerso in ambienti carichi di rumore, conflitto e sovrastimolazione emotiva, sceglie di eclissarsi dallo sciame. Non per debolezza, ma per sopravvivenza. Mosca Bianca rallenta, si sottrae, smette di partecipare al caos, preservando la propria luce invece di sprecarla. È una scelta silenziosa, spesso fraintesa, che però permette di restare integri e proprio per questo, di tornare a illuminare anche gli altri.

Mosca Bianca unisce tensione pop, sensibilità R&B e aperture melodiche più ampie, creando un contrasto netto con Mantide.

I due brani dialogano come due risposte diverse alla stessa pressione emotiva: una domina, l’altra si ritrae, una consuma, l’altra resiste.

“Qual è la tua mossa?” resta una domanda aperta, che chiede a chi guarda di riconoscersi, scegliere e assumersi il rischio della propria risposta.

Il 7 marzo questo universo narrativo esce da schermi e prende forma dal vivo con un evento tematico a Milano. Non un semplice live, ma un’esperienza immersiva in cui il pubblico entra fisicamente nell’habitat di Mosca Bianca e Mantide. Performance, giochi e attività, installazioni e momenti di interazione trasformano lo spazio in un’estensione reale dell’EP, invitando chi partecipa a esporsi e schierarsi. Bianco o nero. Mosca o Mantide.

Giulia Alborghetti, in arte OBA, è una cantautrice e artista visiva nata nel 2001 in Brianza. Il suo progetto si sviluppa come un’esperienza multisensoriale e multidisciplinare in cui musica, arte visiva, performance, costume e scenografia si intrecciano in un racconto coeso. Ogni suo lavoro è un viaggio che sfida le aspettative della cultura pop tradizionale, creando un universo tangibile e accessibile, dove l’artigianato, lo storytelling e la manualità tornano a essere protagonisti.Il sound di OBA attinge ad influenze pop, R&B, alternative e sperimentali, fondendo melodie evocative e testi crudi in una narrazione autentica e viscerale. Il suo immaginario si nutre di contrasti, mescolando atmosfere surreali, creative e fiabesche con una dimensione concettuale, impattante e provocatoria, che dà vita a un viaggio per ogni progetto.Oba è in continua esplorazione, spingendo i confini dell’identità e della libertà espressiva. Nel suo trip, affronta temi come l’emotività, la salute mentale, i diritti LGBTQIA+ e l’emancipazione, invitando chi sceglie di viverlo a entrare in spazi di riflessione collettiva e connessione profonda. Ogni sua creazione è un invito a sfidare i limiti imposti, trasformando ogni esperienza in qualcosa di iconico e irripetibile.