In arrivo il 29 maggio, ‘Opvs Novum: A Requiem Reworked’ vede Penelope Trappes invitare una cerchia accuratamente selezionata di anime affini a smantellare e rianimare l’intensità funerea del suo quinto album, ‘A Requiem’, pubblicato lo scorso aprile. Concepito come qualcosa di più di un semplice album di remix, il progetto rielabora l’opera originale attraverso dieci voci distinte.
Laddove l’album originale è austero, ritualistico ed introspettivo, queste reintepretazioni ne espandono l’architettura emotiva. Oltre a Julia Holter, nel rework compaiono anche Klara Lewis, Flora Yin-Wong, PRIZMA9, Midwife, Gazelle Twin, Stephen Mallinder, Saint Etienne, Smote, Dania e Sarahsson, che sottolineano la posizione unica di Trappes tra lamento sacro e rituale elettronico d’avanguardia, trasformando le sue canzoni in una serie di specchi spettrali che rifrangono il dolore attraverso pulsazioni industrial, atmosfere inquietanti e pop onirico.
“Ci vuole un’energia collettiva per dare vita a qualsiasi cosa ed alcuni dei miei artisti preferiti si sono uniti per reinventare ‘A Requiem’. Volevo che Opvs Novum suonasse come un album originale, con un’aura tutta sua. I dieci artisti che qui esplorano questi temi di morte e lutto sono persone che mi hanno ispirato e sostenuto e sono infinitamente onorata delle loro creazioni trascendentali” afferma Penelope Trappes.
Pubblicato ad aprile 2025, ‘A Requiem’ è un servizio musicale in onore dei defunti, un santuario che Trappes ha costruito per sè stessa per esplorare il caos e la storia familiare. “Cercavo un equilibrio tra un ‘paradiso’ e un ‘inferno’, gridando alla saggezza delle nostre antenate. Ho ascoltato attentamente il dolore, la morte fa parte della nostra realtà ed è inevitabile, onnipresente. Ma gli incubi possono nascondere qualcosa di bello” afferma Trappes. L’album è stato ampiamente acclamato dai più importanti media musicali ovunque.
Nonostante una formazione vocale in opera e jazz sin dalla giovane età, Penelope ha iniziato a scrivere musica solo dopo la nascita di sua figlia, affermando che avvicinarsi alla musica in età più avanzata le ha aperto gli occhi. “La creatività non scompare con l’età, fiorisce, cambia e cresce come tutta la vita. Mi stupisce che la società faccia ancora fatica a comprenderlo” sostiene Trappes.
Penelope ha pubblicato la sua acclamata trilogia, ‘Penelope One’, ‘Two’ e ‘Three’ con l’etichetta Houndstooth del Fabric di Londa, intervallata da una serie di ep sperimentali.
Ha dimostrato la sua versatilità nella lunga composizione di 25 minuti, ‘Gnostic State’, dedicata all’ascolto profondo, e nell’ep ‘Eel Drip’, caratterizzati da arpeggio elettronici e minimalismo. Ha inoltre pubblicato un album di rielaborazioni. ‘Penelope Redeux’, con i contribute di Cosey Fanni Tutti, Mogwai e Félicia Atkinson, oltre alla cassetta ‘Mother’s Blodd’, una reinterpretazione senza voce di ‘Penelope Three’, culminate con la colonna sonora dal vivo di un film di un’ora al Sonica Festival.
Nel 2023 arriva il quarto album, ‘Heanvenly Spheres’, su etichetta Nite Hive, composizioni in piano solo, voce e un vecchio registratore a bobine, registrato durante una residenza artistica per Britten Pears Arts.
Con cinque album ampiamente accolti dalla critica, nelle sue esibizioni dal vivo la musica di Penelope si espande in ondate di tensione e momenti di profondità. Ha condiviso il palco con artisti come William Basinski, Mary Lattimore, Midwife e HTRK e negli ultimi anni si è esibita in lunghe tournée nel Regno Unito, in Australia e in Europa.





