Dopo “Perry” e “Souljah”, Santiago Digital torna con “Red Balloon”, il terzo singolo che anticipa il suo nuovo album in uscita. Un brano sospeso tra sogno e autoanalisi, tra pulsazioni funk e introspezione ironica; un viaggio sonoro che conferma la versatilità e la profondità di un artista capace di fondere mondi diversi con leggerezza e stile.
“Ero a cavallo di un palloncino rosso. Non chiedetemi perché, ma ero convinto che avrebbe potuto portarmi ovunque.”
Da questa visione surreale nasce “Red Balloon”, una canzone che Santiago descrive come “un piccolo delirio terapeutico, una riflessione sul desiderio di inseguire qualcosa che forse esiste solo nella nostra testa”.
La base prende forma a partire da un sample di un brano disco-funk del 1981, smontato e ricostruito fino a diventare qualcos’altro: un groove elegante e scivoloso, su cui si innesta la chitarra tagliente di Simone Piccinelli, che ne amplifica l’energia e il dinamismo. Nel mezzo, un inatteso stacco in stile Beastie Boys, omaggio ironico alla cultura hip-hop che ha sempre accompagnato il percorso artistico di Santiago Digital.
Prodotto, scritto e interpretato da Dimitri Rusich, “Red Balloon” riflette perfettamente la filosofia sonora di Santiago Digital: un artista con radici nella scena hip-hop e urban del Nord Italia, ma con una visione musicale aperta, nutrita da anni di digging, collezionismo e sperimentazione tra campionatori, synth e strumenti analogici. Dopo aver co-fondato serate storiche come REHAB e MLKSHK, oggi Santiago porta nel suo progetto solista una sensibilità maturata nel tempo, dove il sampling incontra la scrittura, e la nostalgia diventa materia viva e contemporanea.
Registrato presso La Buca Recording Club, mixato da Simone Piccinelli e masterizzato da Shawn Hatfield, “Red Balloon” è una fotografia precisa del mondo di Santiago Digital: visionario, elegante, ma profondamente umano.
Un brano che guarda indietro per andare avanti, tra groove, introspezione e la voglia di volare, o almeno di non cadere.





