Artista sonora e produttrice scozzese-portoghese, SHHE presenta il nuovo album, THALASSA, in arrivo il 15 maggio, un’opera ambient in sei parti che dà voce al Mar Mediterraneo in un momento di crisi ecologica, politica ed esistenziale.

‘THALASSA’ prende il nome dalla primordiale dea greca del mare, personificazione del mare stesso, e si sviluppa come un’immersione sonora. Attraverso sei fasi di discesa ed ascesa, l’album è costruito attorno al respiro ed alla trasformazione, attingendo al periodo trascorso da Shaw ad Alessandria d’Egitto, presso una residenza d’artista in occasione di un progetto sostenuto dal British Council nel 2022. Originariamente incaricata di registrare i suoni del Mediterraneo attraverso degli idrofoni, Shaw si è trovata impossibilitata nell’impresa perché la costa di Alessandria, fortemente militarizzata, impediva la registrazione del suono, sopra e sotto la superficie. ‘THALASSA’ dà voce a un mare epocale che viene spesso reso silenzioso, o attivamente silenziato dai suoi suoni naturali per lasciare spazio alle attività antropiche.

Shaw racconta: “Alessandria è affascinante. E’ una città destinata ad essere sommersa, è già sprofondata due volte, e si prevende che entro il 2050 un terzo sarà sommerso o inabitabile. Ho trascorso tutta la mia vita in Scozia, sulle rive opposte dello stesso estuario dove il fiume Tay incontra il Mare del Nord. Il progetto è stato un’opportunità per ricercare punti in comune tra Alessandria e la mia città natale, Dundee, dove si prevede che alcune parti saranno sommerse nel corso della mia vita. Ho iniziato ad esplorare il nostro rapporto personale con l’acqua, come rispondiamo al cambiamento, alle emergenze, alle crisi, alle perdite, come accettiamo che la nostra esistenza dipenda interamente dal mare e sia in balia del mare”.

Questi futuri speculari costituiscono il nucleo emotivo e concettuale del disco, stimolando una riflessione più ampia su come rispondiamo ad un imminente disastro ecologico. Negli ultimi anni, il Mediterraneo ha subito ondate di calore marino estreme, con temperature che hanno raggiunto i 30,7°C al largo della Corsica, superando, in alcune regioni, la media di oltre 6 gradi.

Inoltre, il Mediterraneo è uno tra i mari più inquinati al mondo, con una stima di 1,17 milioni di tonnellate di plastica presenti, a cui se ne aggiungono 229 mila ogni anno. Queste pressioni si annidano sotto la superficie di ‘THALASSA’, diffondendo un senso di urgenza.

L’album è stato interamente registrato utilizzando un sintetizzatore modulare e personalizzato, progettato da SHHE e sviluppato in due anni con il produttore scozzese Ben Chatwin. Progettato per accogliere casualità ed instabilità, il synth modulare genera tensioni imprevedibili che agiscono come co-compositori, accogliendo il caos come forza creativa fondamentale. La voce di Shaw è al centro dell’album, tesa e frammentata. “La mia esperienza in Egitto non è stata possibile da verbalizzare e, sebbene la mia voce sia molto presente, agisce più come un’estensione, al posto del linguaggio; manipolata, distorta e talvolta elaborata fino a renderla irriconoscibile” commenta l’artista.

Realizzato nel corso degli ultimi tre anni, ‘THALASSA’ richiama l’attenzione sulla complessa situazione idro-politica che coinvolge non solo le coste dell’Egitto ma anche l’intera regione MENA. Durante le ricerche per il disco, Shaw si è interessata anche all’apnea ed ha incorporato tecniche di respirazione fondamentali nel processo di registrazione. Il respiro diventa sia soggetto che metodo, il tramite per superare limiti fisici ed una metafora per la sopravvivenza sopra e sotto la superficie.

Sin dal suo debutto nel 2019, SHHE ha sviluppato un catalogo radicato nella ricerca, utilizzando il suono come mezzo per esplorare come l’acqua venga controllata, limitata, inquinata ed utilizzata come arma in diversi contesti geopolitici. I suoi progetti includono la documentazione sonora della diga di Dokan nella regione del Kurdistan iracheno, una delle più grandi centrali idroelettriche del paese, dove ha tracciato 40 anni di flusso d’acqua, utilizzando il suono per rappresentare periodi di inondazione e siccità; registrazioni effettuate lungo nel rive del Guaiba in Brasile, durante le catastrofiche inondazioni del 2024, registrazioni idrofoniche sul fondale marino atlantico a St Malo, sede della più grande escursione di marea in Europa; registrazioni nel porto marittimo russo Arkhangelsk, e una residenza a Cove Park, sulla costa occidentale della Scozia, vicino alla base britannica dei sottomarini nucleari Trident.

In tutti questi progetti, l’approccio di SHHE è definito da un’attenzione all’ascolto che spesso lascia che silenzio ed imprevedibilità diventino forze compositive. ‘THALASSA’ unisce questi fili, riflettendo un’indagine costante sulla nostra dipendenza dall’acqua, sulla fragilità degli ecosistemi sotto pressione e sulle diseguali strutture di potere che governano l’accesso alle risorse essenziali.

Il mondo visivo dell’album si espande attraverso collaborazioni con l’artista audiovisiva egiziana Nurah Farahat e con l’artista di Alessandria Aya Tarek, la cui copertina riflette quella che lei stessa descrive come “la mente del mare, infinita, riflessiva, consapevole della propria profonda profondità”.

‘THALASSA’ vede Heba Kadry al master, nata e cresciuta in Egitto ed ora residente a New York.

In un fragile equilibrio tra introspezione ed urgenza, ‘THALASSA’ è un’opera immersiva, che ascolta attentamente e si chiede come potremmo imparare a fare lo stesso.